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I penalisti di Verbania sul caso della gip “garantista”: “Grave vulnus, intervenga Via Arenula”

La Camera penale di Verbania conferma lo stato di agitazione e chiede di desecretare i verbali di Banci Buonamici, a cui è stato sottratto "illegittimamente" il fascicolo della funivia
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Il direttivo della Camera Penale di Verbania chiede «al Consiglio Giudiziario di desecretare e rendere pubblici i verbali della seduta in cui sono stati ascoltati il dr. Montefusco e la dottoressa Banci»  in relazione alla vicenda della funivia del Mottarone e chiede poi di «sollecitare il ministro della Giustizia a inviare gli ispettori presso il Tribunale di Verbania, così come lo stesso Ministero con un comunicato stampa aveva anticipato». È quanto si legge in una nota deliberata oggi dal presidente e dal segretario della Camera Penale di Verbania che conferma lo stato di agitazione per denunciare con forza la decisione del presidente del Tribunale di Verbania, Luigi Montefusco, di sottrarre il fascicolo al gip Donatella Banci Buonamici, rimossa dopo aver deciso la scarcerazione dei tre indagati per la strage della funivia.

Dalla pronuncia di oggi del Csm, scrivono i penalisti, «è emerso in modo inequivocabile che vi è stato un grave vulnus nella libertà del Giudice  Banci Buonamici», e per questo la «Camera Penale di Verbania non può che prendere atto ed evidenziare che una ferita grave è stata inferta nella fiducia dei cittadini nella giustizia, soprattutto perché i fatti si sono svolti in un Tribunale piccolo ma sempre virtuoso per tempi e modi di ottemperare all’alta funzione giudiziaria». «Le conseguenze della decisione del Presidente del Tribunale di sostituire il GIP con le ben note modalità e tempistiche, che il CSM ha censurato – si legge ancora nella nota – ha inoltre gettato una luce negativa sulla capacità della sezione penale di affrontare il carico di lavoro, invece, pur con i precedenti provvedimenti tabellari, sempre gestito con efficienza e contenimento dei tempi ed era pur stata individuata e attivata soluzione per superare le criticità relative allo smaltimento dell’arretrato di due magistrati, accollandosi gli altri magistrati della sezione penale Presieduta dalla dott.ssa Banci, unitamente alla stessa, il maggior carico di lavoro».

La gip Banci Buonamici è stata sostituita infatti i primi di giugno per “mancato rispetto delle regole tabellari” con decreto del Tribunale ritenuto illegittimo dalla settima commissione del Csm che con delibera approvata dal plenum a maggioranza – con 24 voti a favore e l’astensione del laico di Forza Italia, Alessio Lanzi – valuta il provvedimento non conforme alle regole tabellari vigenti nell’ufficio, che riguardano l’organizzazione del lavoro. «Appare indiscutibile che – scrivono ancora i penalisti di Verbania – se è vero che la Giustizia è amministrata in nome del Popolo, allora è doveroso che vi sia cristallina trasparenza nei passaggi di una vicenda che vulnera l’indipendenza del Giudice naturale precostituito per legge e venga fatta chiarezza su tutti gli aspetti legati a questa vicenda, esigenza che deve essere cara a tutta l’avvocatura e non solo agli iscritti alle Camere Penali». Un aspetto questo denunciato anche  dai togati del Csm Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo, per i quali «la revoca della assegnazione al gip Banci Bonamici rappresenta un grave vulnus all’organizzazione dell’ufficio idonea ad incidere sull’andamento del processo, dal momento che erano stati già adottati provvedimenti sulla libertà personale». La revoca, ricordano i due togati, «è intervenuta dopo che erano stati scarcerati tre indagati e dopo che la stampa esercitava enormi pressioni esterne; ed è intervenuta quando era già pronto il provvedimento che decideva sulla richiesta di incidente probatorio che non potè essere depositato. Deboli appaiono gli argomenti del presidente del tribunale, molto convincenti quelli della dottoressa Banci Bonamici, che risulta avere operato con correttezza e senso di responsabilità e a lei dovrebbe andare il sostegno dell’organo di autogoverno».

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