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Fratta, sindacato Dirigenti Scuola: «Obbligo di vaccino agli insegnanti o niente scuola per i prof no vax»

Il sindacalista esprime fiducia nel ministro dell'istruzione Bianchi e bacchetta Salvini: «Gli statisti pensando al paese, alcuni politici al consenso»
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Attilio Fratta, presidente del sindacato dei presidi DirigentiScuola, è favorevole all’obbligo vaccinale per gli insegnanti e spiega che «se si vuole lasciare libertà di scelta allora dobbiamo impedire di insegnare ai non vaccinati», e sullo scontro in maggioranza è categorico: «gli statisti lavorano pensando al bene del paese, i politici a conservare le poltrone».

Presidente Fratta, confida nel fatto che sarà introdotto l’obbligo di vaccinazione per gli insegnanti?

Confido nel buonsenso. Gli statisti lavorano pensando al bene del paese, i politici a conservare le poltrone. Bisogna smetterla con la logica dei forse per poi vedere le reazioni. Parliamo di qualcosa di logico e banale. Se c’è il rischio di infettare le persone delle due l’una: o mettiamo l’obbligo di vaccinare o, se lasciamo libertà di scelta, allora chi non si vaccina non può insegnare. Confido che prevalga il bene comune. Dalle ultime dichiarazioni il ministro Bianchi ha recepito il messaggio e mi sembra che stiamo andando nella giusta direzione.

Il ministro ha parlato di scelta collegiale e in maggioranza sappiamo benissimo che la Lega è contraria. Come si risolve?

Se in maggioranza c’è chi presenta 700 emendamenti su un singolo disegno di legge, di cosa parliamo? Non li presenta nemmeno l’opposizione…stiamo assistendo a qualcosa di assurdo. Alcuni esponenti della maggioranza ragiona solo per avere consenso elettorale ma so che il ministro Bianchi vorrebbe la vaccinazione obbligatoria e la nostra promessa, non una minaccia, è che se le cose continueranno così a settembre saranno i dirigenti a non riaprire le scuole.

Come si convincono gli insegnanti no vax?

Si tratta della cultura delle persone. Se diciamo che senza vaccino non si può più insegnare io credo che il numero di no vax si ridurrà immediatamente. Se dipendesse da me obbligherei ma certo non si può minacciare nessuno con le armi.

C’è un problema di macchina burocratica nel prendere certe decisioni?

Certamente. Il ministro, a costo di diventare impopolare, deve avere il coraggio di fare scelte di buon senso. Bianchi, essendo un accademico, crede in quello che fa. Il problema è la tecnostruttura che gli sta intorno. Durante un incontro sui problemi dei dirigenti scolastici ha chiesto al suo capo di gabinetto di convocare un tavolo immediatamente e dopo tre mesi era ancora tutto fermo. Alla fine è stato convocato un tavolo politico con sigle che non c’entravano nulla.

Ci sono regioni dove gli insegnanti sono tutti vaccinati, altre dove oltre un terzo non lo sono. Dovrebbero essere prese decisioni in base alle zone?

Secondo me andrebbero vaccinati tutti, al di là della zona. Non vedo cosa ci sia di scandaloso nell’obbligare il personale scolastico ad essere vaccinato. Se poi non li vogliamo obbligare allora non dovrebbero insegnare. Ricordiamo che poi i problemi ricadono poi sui dirigenti. Quando ci sono informazioni non precise, come sull’uso delle mascherine, arrivano maree di diffide dalle associazioni dei sindacati di comparto. Se abbiamo previsto lo scudo penale per altri prevediamolo anche per i dirigenti.

Perché gli insegnanti, ai quali è affidata l’educazione dei nostri figli, non si vaccinano?

Agli insegnanti è affidato futuro del paese, l’educazione delle future generazioni. Possibile che non si possa selezionare il personale verificando se ha le competenze professionale ma anche umane, con un certo equilibrio psichico? Il ministro due mesi fa ha promesso centomila cattedre occupate ma se non ci sbrighiamo a fare concorsi è impossibile. Non so perché non si vaccinano ma una soluzione si deve pur trovare, come è stato fatto per gli operatori sanitari.

Qual è il rischio di continuare con la didattica a distanza?

I risultati delle prove Invalsi hanno fatto drizzare le orecchie a più di uno, ma era una morte annunciata. I problemi della scuola sono cronici ormai da decenni. Non c’è solo il problema delle vaccinazioni. Ora ci concentriamo su quello ma i problemi della scuola sono molti altri. Come si possono tenere le distanze con trenta alunni in uno spazio che ancor prima del Covid non era sufficiente? Le assicuro che neanche il 10 per cento delle aule italiane rispettano il parametro dello spazio sufficiente per ogni studente. Sono due anni che ripetiamo le stesse storie. Per non parlare del problema della sicurezza, con una percentuale di edifici non sicuri molto alta. Ma la priorità ora è vaccinare tutti gli insegnanti e riaprire in sicurezza.

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