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Avvocati e magistrati uniti per tutelare lo Stato di diritto

Si terrà il 13 luglio il seminario promosso dal Csm sulla “crisi dello Stato di diritto e l’indipendenza della magistratura” in Europa, e in particolare in Turchia, con la partecipazione per il Cnf del consigliere Francesco Caia e dell'avvocato Roberto Giovene di Girasole
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“La crisi dello Stato di diritto e l’indipendenza della magistratura”. Così recita il titolo del seminario promosso dal Consiglio Superiore della Magistratura che si terrà in presenza il prossimo 13 luglio presso la Sala Conferenze di Palazzo dei Marescialli. L’iniziativa, a cui prenderanno parte i più alti esponenti della magistratura e dell’avvocatura italiana, nasce con l’obiettivo di «riaccendere i riflettori sulla drammatica situazione della Turchia, attraverso alcune testimonianze di magistrati, giornalisti, e avvocati, ma anche sulla critica situazione della Polonia e della Romania, per riflettere da un lato sulla capacità delle Istituzioni Europee di reagire alle violazioni del trattato, e dall’altro sugli strumenti di salvaguardia del rule of law nelle società democratiche europee», spiega la consigliera del Csm Alessandra Dal Moro, relatrice della delibera approvata ieri dal plenum.

Il primo passo in questa direzione risale al 17 febbraio scorso quando, per iniziativa della Nona commissione, il Csm ha proposto l’evento «dopo aver aderito alla delibera dell’Encj (la Rete dei Consigli di Giustizia europei) – si legge nel comunicato – che rinnovava la propria solidarietà ai giudici e ai pubblici ministeri della Turchia illegalmente rimossi, detenuti o condannati senza un giusto processo». Si tratta di episodi di straordinaria gravità, denunciati a più riprese nel corso di questi anni, che pendono come una minaccia sulla tenuta della giurisdizione e pongono all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale l’urgenza di garantire l’indipendenza della giurisdizione. Delle sistematiche violazioni dei diritti fondamentali in Turchia si discuterà in particolare nella I sessione del seminario, subito dopo l’introduzione del vicepresidente del Csm David Ermini. Al panel, coordinato dal giudice Luca Perilli – esperto indipendente dell’Unione europea in Turchia dal 2008 al 2015 – prenderà parte il consigliere del Cnf Francesco Caia – coordinatore della Commissione Diritti umani e presidente dell’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo (Oiad) – che illustrerà “L’attività del Consiglio Nazionale Forense per il rispetto dei diritti fondamentali in Turchia”. Diritti «gravemente violati in tante parti del mondo», sottolinea Caia. «Ad essere sotto attacco – spiega il consigliere Cnf – non è soltanto l’indipendenza della magistratura ma anche quella dell’avvocatura, come dimostrano le tragiche repressioni in Turchia contro gli avvocati ed i giudici indipendenti, nel mirino con accademici e giornalisti. Il Cnf è fortemente impegnato sul tema dell’indipendenza della giurisdizione e con riferimento alla Turchia ha partecipato a diverse missioni di osservazione internazionale dei processi a carico degli avvocati, ingiustamente arrestati e condannati a pesanti pene detentive perché accusati di concorso nei reati ascritti ai loro assistiti, soprattutto quando questi ultimi sono perseguiti perché dissidenti politici».

Attraverso l’azione del Cnf e dell’Osservatorio internazionale, spiega ancora Caia, «cerchiamo di offrire un aiuto concreto agli avvocati ingiustamente perseguitati, anche attraverso la redazione di documenti ed appelli ai governi, assistenza nelle procedure per ottenere l’asilo politico, proposizione di ricorsi amicus curiae nelle procedure innanzi alle giurisdizioni internazionali». Per il Consiglio nazionale forense sarà presente anche l’avvocato Roberto Giovene di Girasole, componente della Commissione Rapporti internazionale e Paesi del mediterraneo del Cnf, che nel corso della II sessione discuterà de “Il ruolo dell’avvocatura per la difesa e la promozione dello stato di diritto in Europa”. «Il seminario – spiega Giovene di Girasole – costituisce un’importante occasione di confronto tra magistrati, avvocati, accademici e giornalisti, vale a dire le categorie maggiormente sotto attacco nei Paesi dove si registrano le più gravi violazioni dei diritti umani, dei principi dello stato di diritto e del giusto processo». «Un triste elenco», aggiunge, di cui fanno parte «purtroppo» tutti i continenti. «Proprio per questo – racconta Giovene di Girasole – il 14 giugno scorso abbiamo celebrato la prima Giornata Internazionale per il Giusto Processo – Premio Ebru Timtik, intitolato all’avvocata turca ingiustamente arrestata e condannata e morta in carcere dopo 238 giorni di sciopero della fame per il rigetto di tutte le istanze e gli appelli alla sua liberazione per le sue gravissime condizioni di salute, dedicando proprio alla Turchia la prima edizione della giornata internazionale promossa dal Cnf, dal CCBE e dalle principali Istituzioni forensi ed associazioni di avvocati a livello mondiale».

Per il Csm parteciperanno il presidente della IX Commissione, Carmelo Celentano, e il laico Filippo Donati, in qualità di presidente dell’Encj, i cui interventi saranno coordinati dalla togata Alessandra Dal Moro. Il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi introdurrà invece il dibattito sulla “Giustiziabilità della violazione dello stato di diritto” con il già presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo Guido Raimondi e il giudice della Corte di giustizia dell’Unione europea Roberto Mastroianni. Le conclusioni del seminario sono affidate al Primo presidente della Cassazione Pietro Curzio.

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