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Casellati: «Mettiamo fine alla barbarie giustizialista»

«Il tema della giustizia non può essere ridotto a una guerra tra opposte "tifoserie"», sottolinea la presidente del Senato, e sulle riforme «esorta le forze politiche al «senso di responsabilità»
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«Mi auguro che si apra una fase sulle riforme che metta fine alla barbarie». È l’auspicio espresso dalla Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, che in un’intervista a La Stampa, esorta le forze politiche al «senso di responsabilità».

«L’Italia oggi più che mai ha bisogno di riforme che possano ammodernare il Sistema Paese, renderlo competitivo e in grado di affrontare le sfide di una società e di un’economia globale sempre più evoluta. Nella pubblica amministrazione come nella giustizia, nel fisco come negli appalti pubblici le parole d’ordine dovono essere: semplificare e sburocratizzare. Non raggiungere questo obiettivo significherebbe perdere il treno del recovery e buttare alle ortiche tutti i soldi dell’Unione Europea», sottolinea Casellati.

Sul tema della giustizia, «mi è piaciuto molto il coraggio del ministro degli Esteri Di Maio che ha definitivamente spostato l’unica linea possibile secondo la nostra Costituzione, che è quella del garantismo», afferma la Presidente del Senato. «Da troppo tempo nel nostro Paese si assiste ad un vero e proprio cortocircuito mediatico-giudiziario. I processi prima che nei tribunali vengono celebrati sulle pagine dei giornali, in televisione, nelle piazze e ultimamente anche a colpi di post sui social. Il tema della giustizia non può essere ridotto a una guerra tra opposte “tifoserie”. Mi auguro che una volta per tutte possa aprirsi una fase di riforme che metta fine a questa barbarie».

«I giornalisti devono rendersi conto che la gogna mediatica ha da sempre prodotto odio e violenza. È successo anche a me con le minacce di morte dopo l’articolo di un importante quotidiano che rispetto per la sua storia, ma che in questo caso non ha letto bene norme e dati sui voli di Stato – spiega – Semplicemente perché io non ho violato nessuna legge. Quanto alle valutazioni di opportunità, non sono io a decidere della mia sicurezza personale e sanitaria, tant’è che, fino a quando mi è stato consentito prima del Covid, da marzo 2018 a maggio 2020, ho viaggiato, anche per le missioni istituzionali all’estero, in treno o in voli di linea. Tutto qua, con due precisazioni. È falso che abbia effettuato 124 voli di Stato in meno di un anno. E sono false le notizie sui costi, peraltro equivalenti a quelli per l’acquisto dei biglietti di treno ed aereo per me e per la mia scorta. È tutto documentato».

«Le vicende che da tempo interessano il Csm e più in generale la magistratura mi lasciano sgomenta», evidenzia Casellati. «La mia esperienza al Csm è stata positiva, perché l’ho vissuta con una forte volontà di innovazione e di riforma. Tant’è che proprio al Csm, nel luglio 2016, in una seduta plenaria, ho proposto il sorteggio dei magistrati da candidare al Csm. Questa, a mio parere, è l’unica riforma compatibile con la Costituzione che può arginare la deriva correntizia».

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