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Se neanche il Garante chiude la partita tra Rousseau e il M5S…

Davide Casaleggio sembra serafico di fronte al provvedimento del Garante della privacy che intima a Rousseau di consegnare l’elenco degli iscritti
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La guerra a colpi di carte bollate tra Rousseau e il Movimento 5 Stelle prosegue con la regolarità immaginata. E neanche i provvedimenti delle autorità fermano lo scontro di cavillo e controcavillo. Così, Davide Casaleggio sembra serafico di fronte al provvedimento del Garante della privacy che intima a Rousseau di consegnare l’elenco degli iscritti al legittimo proprietario, il partito pentastellato, «entro cinque giorni».

Così, mentre i vari colonnelli grillini esultano con note stampa e dichiarazioni social, il figlio di Gianroberto spiega tranquillo sul Blog delle stelle ormai, diventato house organ della sua associazione, perché la disposizione dell’Authority non cambia sostanzialmente le carte in tavola. E la felicità di Giuseppe Conte rischia dunque di finire strozzata subito in gola. Questo provvedimento «fa chiarezza e spazza via qualsiasi pretesto, confermando le ragioni del Movimento», scrive l’ex premier su Twitter. «Ora si parte, si guarda avanti. Sarà la nostra comunità a indicare la rotta. Non c’è un minuto da perdere, ci sono tanti cittadini a cui ridare voce». Ci pensa Casaleggio però a smorzare subito gli entusiasmi. «Il Garante della privacy che in inusuale modalità monocratica dal solo avv. Pasquale Stanzione, scelto durante lo scorso governo Conte II (e non collegiale come da procedura normalmente vengono presi i provvedimenti del Garante della Privacy) ha stabilito quanto previsto dalla legge e già ovvio a tutti ossia che se i dati vengono richiesti dal titolare, il responsabile dei dati deve consegnarli», scrive, mettendo implicitamente in discussione l’imparzialità del “giudice”. «Questo ovviamente è chiaro a tutti da sempre, quello che non lo è e che il Garante non specifica nel suo atto e nella sua disposizione è l’aspetto fondamentale ossia indica di consegnare genericamente i dati al Movimento 5 Stelle, ma non indica chi sia la persona che riveste il ruolo di rappresentante legale, quindi il legittimo titolare dei dati al quale Rousseau può consegnarli». Tradotto: il pasticcio della mancanza di un rappresentate legale grillino (Crimi è tecnicamente “scaduto” da tempo) resta.

E in assenza di correttivi o di disposizioni più precise, la piattaforma per la democrazia diretta non consegnerà un bel niente a nessuno. Lo «stallo», dunque, rimane e gli «scogli» contro cui si rischia di andare a sbattere «sono vicini», ammonisce il patron di Rousseau. Eppure, Casaleggio si dice ancora disponibile a trovare una soluzione indolore con gli ex compagni di strada, ma le condizioni per arrivare all’accordo sanno di beffa. Perché nemmeno l’eventuale saldo del “debito” contratto dal M5S con l’Associazione sarebbe sufficiente a chiudere la faccenda. Il figlio del cofondatore è infatti convinto che per uscire dall’angolo, nella sostanza, i grillini dovrebbero seguire delle tappe ben precise. A partire dall’elezione del comitato direttivo a cinque, stabilito dall’ultimo congresso pentastellato, che a quel punto diventerebbe legittimato a chiedere i dati degli iscritti. Peccato che di questo organismo ristretto possono far parte solo attivisti con un’anzianità di almeno sei mesi, dettaglio che di fatto taglierebbe fuori dai giochi proprio Giuseppe Conte, formalmente non inscritto al M5S. Per l’ex premier, suggerisce Casaleggio, si potrebbe inventare «l’inserimento di una nuova figura nello Statuto riconosciuta ed eletta democraticaticamente». Ma solo dopo la nomina dei cinque. Il tutto, ovviamente, dovrebbe passare ancora per la piattaforma Rousseau, di cui nessuno si fida più tra le file grilline.

La palla, evidenzia Casaleggio, è dunque nelle mani dei tre organi statutari del M5S: Comitato di garanzia, Collegio dei probiviri, Garante (ovvero Beppe Grillo). Per indire il voto del comitato direttivo, è necessario che uno dei tre organi prenda la decisione. Se ciò non dovesse accadere, l’Associazione Rousseau, «a fronte dell’enorme debito non onorato dal Movimento, non potrà più continuare a supportare» le spese necessarie «per la gestione degli iscritti» e sarà «costretta», entro questa settimana, «a verificare le modalità attraverso le quali andare ad affidare i dati degli iscritti ad una terza parte che si impegni a consegnarli a chiunque venga legittimato da un Tribunale a riceverli». In altre parole l’attività politica del Movimento 5 Stelle risulterebbe comunque paralizzata. Ancora per molto tempo.

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