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Le stelle del web francese pagate per screditare il vaccino Pfizer

L’offerta economica, definita «colossale», era legata al vincolo di non usare parole come «pubblicità» o «video sponsorizzato»
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In un tweet datato 24 maggio il divulgatore scientifico francese Leo Grasset rivela di aver ricevuto una strana mail. Il suo contenuto, scritto in un inglese abbastanza sgrammaticato, parlava di un’offerta di denaro, molto cospicua, affinché quello che può essere definito un influencer (Grasset conta su 1,7 milioni di fan solo su You Tube) cominciasse a montare una campagna denigratoria del vaccino prodotto dalla Pfizer. Il mittente era una misteriosa agenzia di comunicazione con sede nel Regno Unito, la Fazze, ma della sua attività non c’è traccia a livello europeo.

Grasset cerca di capire di più. Per prima cosa l’indirizzo fisico dell’agenzia non compare nemmeno su Google Maps, è fasullo, inoltre Fazze si raccomanda di mantenere il nome celato. Andando poi a cercare i profili dei presunti esponenti della misteriosa agenzia, si scopre che poco dopo l’invio della mail sono scomparsi nel nulla. Unica traccia, ha spiegato Grasset, «tutti avevano lavorato in Russia».

L’offerta economica, definita «colossale», era legata al vincolo di non usare parole come «pubblicità» o «video sponsorizzato». Il materiale infatti doveva essere presentato come un punto di vista personale. La mail della fantomatica Fazze forniva anche altre istruzioni su come procedere: si sarebbe dovuto parlare di un rapporto trapelato ( non si sa da dove) nel quale veniva rivelato che il tasso di mortalità del vaccino Pfizer è tre volte superiore a quello di AstraZeneca. Il tutto condito dalla classica paranoia complottista secondo cui la verità verrebbe nascosta all’opinione pubblica da media mainstream.

Dopo la denuncia di Grasset, anche altri influencer francesi che si occupano di salute e scienza hanno confermato di essere stati contattati dalla fantomatica Fazze. E’ il caso di Et Ça Se Dit Médecin che su Instagram è seguito da almeno 85mila persone. L’offerta è stata, a quanto raccontato, di 2.050 euro per una storia di 30 secondi sul suo account.

A prima vista sembra un tentativo sgangherato di guerra industriale. Non bisogna dimenticare che il costo delle dosi Pfizer è molto superiore a quelle di Astra Zeneca, senza contare le polemiche sul nesso, fino ad ora non provato definitivamente, tra le morti per trombosi e il vaccino anglo- svedese.

Ma forse c’è di più, l’ombra della competizione geopolitica tra Russia e Europa, i cui rapporti non sono mai stati così bassi, potrebbe infatti stagliarsi dietro la vicenda. Ad aprile, un rapporto dell’Unione ha affermato che i media statali russi e cinesi stavano sistematicamente cercando di seminare diffidenza nei confronti dei vaccini Covid prodotti negli Usa e in Germania ( Biontech) Secondo gli esperti di social media francesi, la campagna di Fazze mostrerebbe molte somiglianze con quella per promuovere il vaccino Sputnik V. L’allarme è risuonato forte a Parigi tanto che il ministro della Salute francese Olivier Véran ha parlato di «operazione schifosa» tesa a di screditare la campagna vaccinale europea.

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