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Che fesseria paragonare l’avvocatura alle macerie della magistratura

Il solo accostamento con la guerriglia che si sta consumando all’interno della magistratura non solo è ingeneroso ma addirittura ridicolo. L’avvocatura italiana è di un’altra pasta
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Chi ce l’ha con l’avvocatura italiana? La domanda è d’obbligo visto il chiacchiericcio che in questi giorni si sta coagulando intorno alla massima istituzione forense. Ora, parlare di attacchi sarebbe davvero eccessivo. Diciamo che si tratta di critiche, per lo più civili e corrette – almeno per ora – nei confronti di un dibattito che, come è giusto che sia, mette a confronto le voci polifoniche di una istituzione plurale e dai saldi principi democratici come quella della nostra avvocatura. Del resto il confronto dialettico è sempre una risorsa quando non degenera in scontro.

Ma una cosa non è accettabile: paragonare la guerriglia interna alla magistratura con il civile confronto tra avvocati è infatti un’operazione quantomeno ardita. La magistratura italiana sta vivendo la crisi più grave dal dopoguerra a oggi: ci sono magistrati accusati di “portare a spasso” carte coperte dal segreto istruttorio e  altri di far parte di non meglio specificate logge affaristiche. Per non parlare del caso Palamara e di quel sistema di nomine svelato dall’ex presidente dell’Anm che in confronto, il famigerato manuale Cencelli utilizzato dalla politica per spartirsi i posti di potere, è roba da dilettanti. Uno scandalo tanto più grave per il fatto di essersi consumato all’interno del Csm (che, ricordiamolo, è un organo di rilevanza costituzionale) e sotto il naso del Capo dello Stato, tra le poche istituzioni salde e salve dalla delegittimazione generale. Insomma, che c’entra l’avvocatura con tutto questo? Il confronto avviene all’interno del dibattito processuale e nel rispetto delle regole. Ed è da lì che arriveranno risposte.

In questi anni la massima istituzione forense  e le varie associazioni che animano l’avvocatura italiana hanno portato avanti battaglie fondamentali per il bene di centinaia di professionisti che ogni giorno indossano la toga per difendere diritti e garanzie di migliaia di cittadini italiani. L’avvocatura dialoga con le istituzioni repubblicane e con tutte le forze politiche portando avanti valori e interessi fondamentali per il bene del paese intero. Il solo accostamento con la guerriglia che si sta consumando all’interno della magistratura non solo è ingeneroso ma addirittura ridicolo. L’avvocatura italiana è di un’altra pasta.

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