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Il leghista Volpi lascia la presidenza del Copasir

«Abbiamo abbandonato i lavori del Copasir al fine di contribuire alla soluzione della titolarità della Presidenza del comitato medesimo»
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Il leghista Raffaele Volpi si è dimesso dalla presidenza del Copasir, in stallo ormai dall’insediamento del governo Draghi, perché l’opposizione ne rivendica la presidenza. Ma ora il Carroccio pretende «l’immediata, integrale applicazione della legge 124 del 2007 che prevede l’assegnazione all’opposizione di 5 componenti su 10 tra cui poter scegliere l’eventuale Presidente.Ora attendiamo le dimissioni di tutti gli altri componenti e la nomina di un altro comitato», ha detto Matteo Salvini. La mossa leghista è arrivata a stretto giro dopo quella con cui M5s e Pd in mattinata avevano annunciato la decisione di lasciare i lavori del Copasir fino al chiarimento sulla presidenza, che di norma spetterebbe all’opposizione. Dunque, a Fratelli d’Italia, impegnato da mesi in un braccio di ferro con la Lega. «Abbiamo abbandonato i lavori del Copasir al fine di contribuire alla soluzione della titolarità della Presidenza del comitato medesimo», avevano fatto sapere con una nota i membri giallo-rossi del Copasir Federica Dieni, Maurizio Cattoi, Francesco Castiello del M5S, ed Enrico Borghi del Pd, in accordo con Leu.

«Nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali, e al fine di adempiere ai disposti normativi che stabiliscono le funzioni del Copasir, abbiamo votato la delibera adottata dall’ufficio di presidenza in ordine all’attivazione di quanto stabilito dall’art. 34 della legge 124/2007», scrivono i parlamentari, riferendosi all’articolo di legge che stabilisce che il Copasir «qualora, sulla base degli elementi acquisiti nell’esercizio delle proprie funzioni, deliberi di procedere all’accertamento della correttezza delle condotte poste in essere da appartenenti o da ex appartenenti agli organismi di informazione e sicurezza, può richiedere al presidente del Consiglio dei Ministri di disporre lo svolgimento di inchieste interne». E l’inchiesta interna è quella riguardante  l’incontro in autogrill fra Matteo Renzi e il dirigente dei servizi segreti Marco Mancini, su cui dovrebbe attivarsi Mario Draghi.

Ieri anche l’ex premier Giuseppe Conte era intervenuto sulla questione ribadendo la necessità di assegnare la presidenza a Fratelli d’Italia.

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