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«Legge per i professionisti in malattia, siamo a un passo»

equo compenso
Oggi pomeriggio la conferenza stampa bipartisan a Palazzo Madama sul ddl che prevede sospensione dei termini e sollievo dalle responsabilità per il professionista impedito da problemi di salute negli adempimenti verso le amministrazioni pubbliche
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Adesso l’obiettivo di una legge che tuteli i professionisti in caso di malattia è vicino. Almeno, è questo il messaggio veicolato oggi pomeriggio nell’ambito della conferenza stampa intitolata appunto “Malattia e infortuni dei professionisti”, svoltasi al Senato, moderata dalla giornalista Simona D’Alessio e introdotta dal senatore Andrea de Bertoldi, di Fratelli d’Italia.

Il parlamentare e commercialista trentino è il primo firmatario del disegno di legge 1474 sulle “Disposizioni per la sospensione della decorrenza di termini relativi ad adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o di infortunio”, nonché dell’emendamento 22.0.1, approvato da tutte le forze politiche, che ha introdotto l’articolo 22-bis al Dl Sostegni (41/2021), grazie al quale professionisti e loro clienti sono liberati da responsabilità e conseguenze per gli adempimenti dichiarativi e di versamento effettuati in ritardo qualora il professionista sia contagiato dal covid.

L’obiettivo della conferenza stampa, a cui hanno partecipato esponenti del mondo delle professioni, parlamentari e anche un rappresentante del governo, era duplice: riconoscere l’importante risultato ottenuto con l’approvazione dell’emendamento 22.0.1 e fare il punto della situazione sul ddl 1474, che potrebbe essere approvato in prima lettura nelle prossime settimane. Su quest’ultimo punto de Bertoldi ha evidenziato come la riduzione dello stanziamento per l’emendamento 22.0.1 da 50 a 9 milioni di euro, accettata dal Mef, sia un segnale positivo ai fini della riduzione del costo per il Ddl 1474 dai 230 milioni inizialmente stimati dal Mef, a 30, che è la stima fornita dall’Adepp.

Dunque, dovrebbe venire meno l’ostacolo che aveva impedito all’ultimo momento l’approvazione in Senato della proposta a tutela delle libere professioni.È intervenuto anche Armando Zambrano, in qualità di presidente dell’associazione “ProfessionItaliane”, che rappresenta 23 Ordini professionali, unendo la Rpt (Rete professioni tecniche) e il Cup (Comitato unitario professioni). Zambrano ha evidenziato come l’approvazione dell’emendamento, e quella prossima del ddl 1474, costituiscano due tasselli importanti, tanto più che il Job Act del lavoro autonomo, la legge 81/2017, è rimasta in buona parte inattuata, e in questa ottica si spera che l’attuale discussione di 3 ddl in materia di equo compenso possa risultare fruttuosa.È quindi intervenuta la vicepresidente di “ProfessionItaliane”, Marina Calderone, che ha ricordato come siano tre i temi principali per i professionisti, ossia la sostenibilità economica, e quindi l’equo compenso, un welfare integrato, e l’assistenza malattia, che costituisce appunto l’oggetto del ddl 1474, la cui auspicata approvazione va vista non solo come l’impegno a ridurre la differenza tra lavori tutelati e non, ma anche come un riconoscimento del contributo dei professionisti alla collettività.

Ha fatto seguito Massimo Miani, presidente dell’associazione “Economisti e giuristi insieme”, che riunisce i Consigli nazionali di commercialisti e notai con il Cnf, ossia la massima istituzione dell’avvocatura. Miani ha messo in evidenza come il Ddl 1474 cerchi di rimediare all’attuale squilibrio esistente tra i professionisti che agiscono da soli e quelli associati, essendo per i primi molto più difficile gestire una situazione di malattia rispetto ai secondi, sebbene una vera soluzione a tale squilibrio si potrà ottenere solo con incentivazioni all’aggregazione.Su una linea d’onda simile è intervenuto Alberto Oliveti, presidente di Adepp, che riunisce 20 Casse previdenziali e assistenziali, con 1,6 milioni di professionisti iscritti, e circa 500 milioni di euro di prestazioni annue, dichiarando che le norme a tutela dei professionisti, sia per il covid (emendamento 22.0.1), sia per tutte le altre malattie (ddl 1474), sono quanto mai benvenute, perché riducono lo svantaggio dei professionisti in termini di tutela rispetto ad altre categorie di lavoratori e perché assicurano la necessaria tranquillità ai professionisti nel loro lavoro.

Particolarmente atteso è stato poi l’intervento del sottosegretario alla Giustizia, con delega alle professioni, Francesco Paolo Sisto, che ha descritto il punto di vista del governo sul tema, in sintonia con la comune sensibilità di Parlamento e Ordini professionali, esprimendo al tempo stesso un apprezzamento tecnico per il ddl, sia per l’approccio definitorio, sia per la previsione di sanzioni in caso di comportamento scorretto dei beneficiari del provvedimento.

Oltre a vari esponenti del mondo delle professioni, fra cui il presidente dell’Aiga Antonio De Angelis, sono intervenuti diversi senatori, come Simone Pillon della Lega, Donatella Conzatti di Italia Viva, Roberta Toffanin di Forza Italia, Tommaso Nannicini del Pd, che si sono tutti impegnati a sostenere il ddl 1474, circostanza che ha permesso a de Bertoldi, a conclusione dei lavori, di affermare che la conferenza di oggi avrebbe dovuto essere vista dai cittadini, per dimostrare che i partiti possono lavorare insieme per il bene del Paese.

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