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Riaperture, Draghi ci va cauto. E il “nodo” coprifuoco slitta

draghi
La cabina di regia sulle riaperture è rimandata alla prossima settimana nonostante il pressing dei partiti sul governo
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Una cabina di regia sulle riaperture non è all’ordine del giorno questa settimana e la questione, compreso l’eventuale allungamento dell’orario del coprifuoco, sarà affrontata a partire da lunedì. Questa, si apprende, la posizione del premier Mario Draghi dopo il pressing dei partiti che oggi hanno chiesto una riunione sul tema già nei prossimi giorni.

Il centrodestra e Italia Viva chiedono che l’esecutivo acceleri sull’allentamento delle misure e sullo stop al coprifuoco e il tema è stato sollevato dai ministri Giancarlo Giorgetti, Mariastella Gelmini e Elena Bonetti a Palazzo Chigi durante la riunione di oggi a palazzo Chigi con il presidente del Consiglio sul decreto Sostegni bis. Lega, Forza Italia, Iv e Cambiamo spingono affinché, quando si avranno i nuovi dati dei contagi, venerdì, si riunisca la cabina di regia e, nel caso dinumeri rassicuranti, si approvi l’allentamento delle restrizioni.

Ma Draghi raffredda gli animi, resta favorevole alle aperture purché siano sicure e soltanto dopo che sarà stata fatta una attenta valutazione dell’andamento dei dati relativi ai contagi e alla campagna vaccinale. Questa valutazione, si sottolinea, comincerà a farsi a partire dalla prossima settimana. Prima di allora il tema non sarà affrontato. Draghi insomma, non vuole essere tirato per la giacchetta dai partiti, anche se l’orientamento è incoraggiante, viene fatto notare, e una cabina di regia potrebbe essere convocata già lunedì stesso. Al momento il governo è concentrato sul decreto, si sottolinea a palazzo Chigi: 40 mld di euro con lo scopo di offrire sostegno alle imprese per rimettere l’economia su un sentiero di crescita. Non tutte le tessere del puzzle del dl sono ancora state messe a punto, quindi è probabile che il Consiglio dei ministri che dovrà dare il via libera al provvedimento slitti a venerdì.

Pressing sul governo anche delle imprese della ristorazione per far slittare il coprifuoco di un paio di ore, dalle 22 alle 24 o per eliminarlo del tutto. La partita in gioco è importante, quasi vitale, per ridare fiato ai pubblici esercizi, soprattutto ai ristoranti, che potrebbero incassare fino a 2-3 miliardi in più almese .Le stime parlano chiaro anche se i rappresentanti della categoria vanno ognuno per sé. Due ore di aperture serali valgono, in un mese,2,5 miliardi di consumi recuperati secondo la Confesercenti. Mentre per Coldiretti il superamento del coprifuoco e la possibilità di apertura all’interno dei locali per il servizio al tavolo e al bancone di bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi in tutta Italia, vale, in termini di fatturato, almeno 3,5 miliardi di euro al mese. Più cauta la Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio che stima circa 10 milioni in più al giorno, quindi sui 300 milioni di euro aggiuntivi al mese.

Ma anche il mondo del turismo è in grande fibrillazione contro il coprifuoco, un grande deterrente per far tornare gli stranieri in Italia e non solo. «Un’ora in più di coprifuoco fa la differenza in un sistema basato sulla competitività con altri Paesi» sottolinea Giuseppe Roscioli, vicepresidente vicario di Feder alberghi che si scaglia contro gli annunci: «Nel mondo del turismo i danni maggiori si fanno con gli annunci, basta un annuncio sbagliato o incauto per frenare centinaia di migliaia di persone e convincerle a scegliere un posto anziché un altro» ed il riferimento è all’annuncio del coprifuoco fino al 31 luglio.

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