Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Migranti, aumentano gli sbarchi e tornano le polemiche. Lamorgese sente Draghi

Nove sbarchi nel giro di poche ore a Lampedusa per un totale di circa 1.200 arrivi. Botta e risposta tra Salvini e il sindaco Totò Martello, mentre Meloni rilancia "il blocco navale"
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Lampedusa torna a fare i conti con l’emergenza migranti. Nove sbarchi nel giro di poche ore per un totale di circa 1.200 arrivi, con l’hotspot dell’isola al largo di Agrigento che torna a riempirsi. E Alarm Phone continua a lanciare l’allarme sui viaggi della speranza. Lo fa a più riprese. «Ci sono 3 imbarcazioni in zona Sar maltese, in posizioni ravvicinate. Una operazione di soccorso può mettere in salvo 231 persone. Le autorità sono informate, devono agire subito!», segnala in un tweet la rete di attivisti. Poco dopo manda un altro Sos: «97 persone in pericolo vicino Lampedusa! Abbiamo ricevuto una chiamata da una barca in pericolo. Le persone dicono che sono in mare da 2 giorni, sono esauste e hanno finito carburante, cibo e acqua».

Il dossier torna così in cima all’agenda di governo. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha sentito il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Allo studio c’è la formazione di una cabina di regia con gli altri ministeri competenti come Farnesina, Difesa e Trasporti, anche in vista dell’estate. Fonti del Viminale hanno riferito che si tratta di interlocuzioni sul tema dell’immigrazione in particolare in vista della stagione estiva che, con il mare calmo, genera sempre un aumento degli sbarchi davanti alle coste italiane. Il problema riguarda i rapporti bilaterali dell’Italia con i Paesi di partenza dei migranti, come Libia e Tunisia, e con la stessa Unione europea. Il Viminale ha più volte sollecitato il rispetto dell’accordo siglato a Malta che prevede il ricollocamento di solidarietà dei migranti nei diversi Stati europei.

Monta, intanto, la polemica politica. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ritiene «necessario» un incontro con il premier, Mario Draghi, e la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, parla di «blocco navale». Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, non ci sta: «Il “blocco navale” è una sciocchezza talmente evidente che non merita neppure commenti». E ancora: «Salvini ha perso il pelo ma non il vizio, è da irresponsabili ricominciare a fomentare odio sociale mettendo “gli italiani contro i migranti”». Pronta la replica del leader leghista, che ha scambiato alcuni messaggi con la titolare del Viminale: «Sbarcano 1.200 clandestini in un giorno, ma per il sindaco è colpa di Salvini. Non sta bene».

Una domenica di sbarchi a ripetizione sull’isola al largo di Agrigento. «Abbiamo avuto tre nuovi sbarchi di migranti a Lampedusa a bordo di barconi, in tutto ci sono all’incirca 500 persone e stanno bene, non ci sono casi disperati», racconta Martello. A distanza di poche ore, altri arrivi sull’isola con l’approdo di 470 migranti e, a stretto giro, ancora altri fino ad arrivare a nove. Gli ultimi due sono stati rispettivamente di 100 e 29 persone. Si tratta soprattutto di uomini, ma ci sono diverse donne, alcuni bambini e anche una neonata. Tutti coloro che arrivano sull’isola vengono portati nell’hotspot, poi sottoposti a test sul Covid-19, prima del trasferimento sulle navi quarantena. La politica torna a interrogarsi sul tema che torna a essere caldo. «La situazione è allarmante», dice il sottosegretario leghista all’Interno, Nicola Molteni. Dopo l’intervento di Salvini, secondo cui «è necessario un incontro col presidente Draghi: con milioni di italiani in difficoltà non possiamo pensare a migliaia di clandestini (già 12.000 sbarcati da inizio anno)». Meloni poi non le manda a dire: «L’immigrazione clandestina va fermata. Come Fratelli d’Italia continuiamo a chiedere al ministro Lamorgese un immediato blocco navale».

Certo è che, secondo il sindaco Martello, «l’Italia non può permettersi ambiguità su un tema fondamentale come quello dei flussi migratori. Servono regole chiare per il soccorso in mare e per il controllo nel Mediterraneo, e servono azioni di tutela dei diritti umani». Secondo il primo cittadino dell’isola, insomma, «c’è bisogno di meccanismi che salvaguardino Lampedusa e la sua comunità, siamo un territorio di confine non solo italiano ma anche europeo, anche Bruxelles deve assumersi le sue responsabilità».

Ultime News

Articoli Correlati