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Recovery, Draghi: «Tempi stretti, ma il Parlamento ha ruolo fondamentale»

La replica del premier alla Camera prima del voto al Piano: «Garantire ai giovani welfare e occupazione». Garanzie sul Superbonus
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«Mi dispiace per i tempi ristretti» ma «il dialogo non è finito qui. Il contributo che il Parlamento può dare non è solo all’inizio, tutte queste riforme saranno adottate con strumenti legislativi, ddl, leggi delega, decreti legge nei cui procedimenti il Parlamento avrà ovviamente un ruolo determinante». Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in fase di replica alla Camera per le comunicazioni sul Recovery plan.

«La collaborazione tra legislativo ed esecutivo è fondamentale ora e lo sarà ancora di più nei mesi a venire», aggiunge il premier. «Questo Piano prevede stanziamenti molto corposi, che permettono investimenti che sarebbero stati impensabili fino a poco fa. L’intero piano è un investimento sul futuro e sulle giovani generazioni. Come ho detto ieri, dobbiamo garantire ai nostri giovani welfare, sicurezza abitativa e un mercato del lavoro adeguato. Ho parlato delle misure del Piano per le famiglie giovani, quelle per le infrastrutture sociali e le case popolari, e gli incentivi fiscali per i mutui».

«Inoltre, il piano interviene per garantire in maniera equa e adeguata il diritto allo studio, e stanzia quasi un miliardo per gli alloggi studenteschi, 500 milioni per le borse di studio per accedere all’università. Prevede poi l’ampliamento dei dottorati, attraverso un finanziamento cumulativo di circa un miliardo – aggiunge -. Ribadisco inoltre l’introduzione di una previsione per condizionare l’esecuzione dei progetti finanziati non solo dal Pnrr, ma anche da React-Eu e dal Piano complementare, alla nuova occupazione giovanile e femminile».

«Al Sud andrà circa il 40% delle risorse che possono essere ripartite con il criterio del territorio, ovvero circa 82 miliardi di euro», spiega Draghi, secondo cui «è una cifra più alta della quota della popolazione residente al Sud (34%), e molto più alta della quota di prodotto interno lordo (22%)». Durante il suo intervento di replica alla Camera, il premier ha aggiunto che «alcune missioni del Piano prevedono poi investimenti in quote ancora maggiori: Penso ad esempio alla Missione 3, Infrastrutture per la Mobilità Sostenibile, dove arriva al 53%, o alla Missione 4, Istruzione e Ricerca, dove tocca il 46%. Inoltre, oltre il 45% degli investimenti nella connettività a banda ultralarga si svilupperà nelle regioni del Sud.

«Molti hanno chiesto garanzie relativamente al Superbonus. Ribadisco che per questa misura, tra Pnrr e Fondo complementare sono previsti oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate in precedenza. La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 per le case popolari. Per il futuro, il Governo si impegna a inserire nel disegno di legge di Bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021. Sono completamente d’accordo, l’ecobonus tira poco perché le procedure sono troppo complesse, quindi con un dl che verrà presentato entro il mese di maggio, interveniamo con delle importanti semplificazioni per far sì che la gente lo possa usare», assicura il premier.

«A prescindere dal PNRR, la semplificazione normativa e amministrativa, un tema posto dall’On. Silli del Gruppo Misto – Cambiamo, è un obiettivo cruciale per il Governo. Il PNRR contiene numerose misure per accelerare l’attuazione degli interventi. Le riforme previste nel Piano sono accompagnate da indicazioni sulle tempistiche. Sarà approvato un DL già a maggio 2021, con gli interventi urgenti di semplificazione. Questo lavoro proseguirà in modo progressivo e costante fino al 2026», chiarisce Draghi.  «Quanto al debito – conclude – riteniamo che sia essenziale in questo momento concentrarci sulla crescita economica. Il governo vuole rilanciare gli investimenti e la produttività, per permetterci di raggiungere tassi di crescita molto più alti che nel recente passato. Se siamo in grado di rilanciare il potenziale di crescita della nostra economia, riusciremo anche a ridurre rapidamente il rapporto tra debito pubblico e PIL»

 

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