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Recovery, i civilisti: “Con la riforma della giustizia a rischio le garanzie della difesa”

L’Unione nazionale delle Camere civili esprime "profonda preoccupazione" in merito alle modifiche del processo civile trapelate in queste ore: «La riforma della giustizia non può essere varata in modo autoritario, neppure per intercettare i fondi Ue ma richiede un ampio consenso»
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«Profonda preoccupazione per le notizie che stanno filtrando in queste ore in relazione all’elaborazione della riforma del processo civile, avvalorate anche dalle dichiarazioni di alcuni politici apparse sui quotidiani odierni che confermano l’esistenza di contrasti all’interno della maggioranza in tema di giustizia e concorrenza». Ad esprimerla è l’Unione nazionale delle Camere civili (Uncc) – l’associazione maggiormente rappresentativa degli avvocati civilisti italiani – che invece «ritiene che la riforma della giustizia non possa essere volta a comprimere la legittima domanda di giustizia dei cittadini, ma debba anzi puntare a garantire una migliore risposta». «Tagliare le difese non risolve i problemi del processo civile, ma lede i diritti di cittadini e imprese», si legge nella nota, «a maggior ragione in una fase storica di profonda crisi sociale ed economica, a seguito della pandemia diCovid-19».

Secondo i civilisti, infatti, «dalla Commissione per la modifica del processo civile, che il Ministero della Giustizia ha appositamente costituito, rischia di uscire una riforma – consistente peraltro nel semplice rispolvero di vecchie proposte, quali la riduzione dei termini di difesa, le preclusioni e i filtri, osteggiate da tutti gli Operatori della Giustizia e non pienamente condivise all’interno della stessa Commissione – in cui, in nome di un malinteso principio d’efficienza, si comprimono i diritti del cittadino nel processo». E ancora: le Camere civili sottolineano che «la riforma della giustizia non può essere calata dall’alto, neppure per intercettare i fondi UE, ma richiede un ampio consenso per poter funzionare. Per questo motivo, Uncc chiede che venga resa pubblica la bozza di riforma del processo civile prima del suo voto parlamentare, affinché sulla stessa possa essere avviato un dibattito ampio, franco e costruttivo, allargato ai cittadini e a tutti i professionisti della Giustizia».

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