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«Ho il cuore colmo di dolore». Così Raggi si scusa con Romano

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Ma le opposizioni attaccano sullo scandalo sepolture: «Lacrime di coccodrillo»
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«Ho il cuore colmo di dolore». Inizia così il post su Facebook con cui la sindaca di Roma Virginia Raggi si scusa pubblicamente con Andrea Romano, l’esponente dem che il giorno prima aveva denunciato l’impossibilità di seppellire il figlio scomparso ormai da due mesi. «Dolore per la sofferenza di un padre che ha perso da poco un figlio e che ha espresso la rabbia di non poterlo neanche piangere al cimitero», scrive Raggi.

«Ho chiamato Andrea Romano per esprimergli la mia vicinanza; per dirgli che, da madre, posso soltanto lontanamente immaginare cosa stia provando. Mi sono scusata pubblicamente con una nota perché ho ritenuto giusto farlo», prosegue la prima cittadina, che dice di aver convocato l’Ama, l’azienda municipale che gestisce i cimiteri della Capitale, «per chiedere cosa sia accaduto. Al di là delle motivazioni dei ritardi legati all’emergenza Covid, mi è stato assicurato un intervento straordinario per fare fronte all’aumento del numero di sepolture».

Ma le scuse apparentemente sincere della sindaca non bastano a stemperare le polemiche. Le opposizioni attaccano l’Amministrazione comunale, parlando di pentimento tardivo. «Solo dopo la denuncia dolente dell’amico Andrea Romano, la sindaca Raggi scopre la situazione dei cimiteri romani, e chiede un’azione straordinaria all’Ama. Dopo due mesi e con circa 2000 bare accatastate», scrive su twitter il senatore Pd Andrea Marcucci. Per il leghista Roberto Calderoli è «gravissimo» che la prima cittadina «sia letteralmente caduta dalle nuvole» ed è altrettanto grave che «esca dicendo che ha chiamato l’onorevole Romano per scusarsi per l’accaduto, perché dubito che abbia fatto altrettanto con le altre centinaia di cittadini che patiscono lo stesso oltraggio e lo stesso dolore».

Ancora più duro il senatore di Forza Italia Francesco Giro, che arriva a dire: ««Non avrei voluto farlo ma l’ipocrisia della Raggi fa un po’ ribrezzo». E Fratelli d’Italia punta il dito contro le «lacrime di coccodrillo».

 

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