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Caso Creazzo: “La pm era sconvolta dal suo approccio fisico intrusivo”

Prima udienza disciplinare al Csm nei confronti della pm di Palermo Alessia Sinatra: al centro del processo davanti al 'tribunale delle toghe', la vicenda emersa da una chat tra Sinatra e Luca Palamara, riguardante presunte molestie che la pm sostiene di aver subito dal capo della procura di Firenze Giuseppe Creazzo
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Prima udienza disciplinare al Csm nei confronti della pm di Palermo Alessia Sinatra: al centro del processo davanti al ‘tribunale delle toghe’, la vicenda emersa da una chat tra Sinatra e Luca Palamara, riguardante presunte molestie che la pm sostiene di aver subito dal capo della procura di Firenze Giuseppe Creazzo. Nel messaggi, estrapolati dal telefono di Palamara, Sinatra sollecitava la bocciatura di Creazzo nella corsa all’incarico direttivo per la guida della procura di Roma. La procura generale della Cassazione muove, dunque, a Sinatra l’incolpazione di aver tenuto in tal modo un “comportamento gravemente scorretto”, nei confronti del capo dei pm di Firenze per ottenere una sorta di “giustizia riparativa”. Per questa vicenda, Creazzo – che ha sempre respinto le accuse – e’ in attesa dell’avvio del procedimento disciplinare, il cui inizio e’ previsto per il 7 maggio.

L’udienza di oggi si e’ aperta con un’eccezione del difensore di Sinatra, il professor Mario Serio, con la quale si e’ messa in evidenza la non corrispondenza delle trascrizioni delle chat estratte dal telefono di Sinatra con quelle inserite nel capo di incolpazione. Inoltre, e’ stato sentito un teste – il neuropsichiatra infantile Francesco Vitrano, che ha svolto lavori di consulenza con la pm di Palermo – chiamato dalla difesa, il quale ha riferito che Sinatra aveva confidato anche a lui le presunte avances di Creazzo, e sottolineato come la pm fosse rimasta “sconvolta”, per tale episodio, considerandolo “una sorta di tradimento”.

“Mi raccontò che al ritorno di una cena di lavoro, mentre rientrava nella sua camera il collega ebbe un approccio fisico intrusivo nei suoi confronti e questa cosa l’aveva turbata molto. Lei era molto sconvolta perchè aveva grande fiducia nei confronti del collega e considerò questo episodio come un tradimento non solo sul piano personale. Si sentiva molto sofferente e violata nella sua intimità e per lei era molto doloroso”, ha riferito il testimone, secondo il quale, da quell’episodio- che Creazzo smentisce – la pm, a cui sarebbero bastate “scuse che credo non siano mai arrivate”, avrebbe per anni sofferto di attacchi di panico e crisi d’ansia. La prossima udienza è stata convocata per il 15 luglio. Saranno ascoltate la sorella della magistrata Alessandra, e il giudice di Palermo Bruno Fasciana.

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