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Termini prorogati per il difensore contagiato dal covid, l’ipotesi nel Dl Sostegni

Corsa contro il tempo per perfezione (entro venerdì) gli emendamenti alla legge di conversione del decreto: de Bertoldi (FdI) conta di introdurre una specifica tutela per gli avvocati nel testo che prevede la generica sospensione delle scadenze a vantaggio dei professionisti
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Corsa contro il tempo. E coefficiente di difficoltà alto. Venerdì alle 18 scade il termine per presentare gli emendamenti al Dl Sostegni (nelle commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama) e il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi intende arrivare alla scadenza con un testo il più “estensivo” possibile sulla tutela dei professionisti che si ammalano di covid.

In pratica, dovrà distillare un intero e articolato ddl (del quale il parlamentare trentino è primo firmatario) in una modifica alla conversione del recente decreto. Operazione non semplice. Ma che de Bertoldi confida di poter perfezionare al meglio. E non esclude di «poter accogliere ritocchi al testo preparato che siano utili a una sua piena e sicura estensione agli avvocati», spiega al Dubbio. Al momento la modifica al Dl Sostegni prevede la sospensione per 45 giorni del termine fissato per l’adempimento che il professionista contagiato dal covid debba perfezionare presso una pubblica amministrazione per conto di un proprio cliente. Come avvenne già per la prima stesura del più ampio ddl in materia, il concetto è incontestabile e nello stesso tempo non immediatamente applicabile alla professione forense, che compie adempimenti “in favore” di un assistito, non di un soggetto pubblico.

Nell’emendamento preparato da de Bertoldi non c’è alcun esplicito riferimento alla rimessione in termini o al legittimo impedimento dell’avvocato a presenziare in udienza, istituto che oltretutto ha discipline tuttora diverse per il processo penale rispetto al civile. «Non escludo di poter articolare la modifica al decreto in modo da comprendere anche fattispecie così puntuali», dice il senatore di FdI. Ma è una corsa contro il tempo, anche tenuto conto che a esprimere il parere del governo sarà il Mef, non via Arenula. Al tentativo di tutelare i professionisti contagiati dal covid partecipa anche la presidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama, Susy Matrisciano, del Movimento 5 Stelle. Ha già preparato un proprio emendamento che obbedisce alla medesima ispirazione, «tutelare i professionisti iscritti agli albi che contraggono l’infezione», spiega. Anche vista la «funzione sociale svolta da alcune categorie, come i commercialisti o ai consulenti del lavoro, che, per conto dei committenti, si occupano di gestire richieste di accesso agli strumenti di sostegno a imprese e lavoratori introdotti dal governo».

Riguardo gli avvocati, le tutele per lo stato di malattia sono già solide nel codice di procedura penale, mentre sarebbe utile arricchirle per i civilisti. Ma pure nel caso dei penalisti d’altra parte poteva essere molto interessante la norma già entrata nel “congelato” ddl de Bertoldi (come emendamento presentato dalla leghista Erika Stefani, ora ministra per le Disabilità) e che estende il legittimo impedimento e la rimessione in termini anche ai casi di quarantena e isolamento fiduciario da covid. «Si tratta di tutele sacrosante, ma per le quali le difficoltà potrebbero aumentare, vista la maggiore laboriosità della certificazione eventualmente necessaria», osserva de Bertoldi, «eppure confido che almeno qualcuna delle istanze relative alla professione forense possano essere accolte nell’emendamento».

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