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Bambina afghana respinta alla frontiera in ospedale sotto choc

La piccola era stata sgomberata assieme alla famiglia dalla casa cantoniera di Oulx. Indaga la Procura
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Choc psicogeno. È quanto ha subito una bambina afghana di dieci anni, ricoverata da due giorni all’ospedale regina Margherita di Torino. La piccola era stata fermata  nella notte con un’altra decina di persone – suo padre, sua madre e altre due famiglie di Kabul –  mentre cercava di raggiungere la Francia. La polizia di frontiera di Monginevro li ha fermati verso le 23 mentre attraversavano i boschi, accompagnandoli a Monginevro. La Procura dei Minori di Torino sta raccogliendo informazioni sulla bambina. Secondo quanto appreso, la famiglia della 11enne si sarebbe allontanata dalla struttura che la ospitava dopo lo sgombero, martedì, della casa cantoniera di Oulx in cui aveva trovato rifugio. I magistrati stanno valutando se possano configurarsi reati e se questi siano stati commessi o meno in territorio italiano.

«Premesso che non rilasceremo nessuna informazione sul quadro clinico o lesiva della privacy della bambina e della sua famiglia, possiamo solo affermare che, se confermato, il peggioramento dello stato clinico di una bambina malata a seguito di maltrattamenti da parte della polizia francese è un atto gravissimo». A parlare in una nota è Paolo Narcisi, presidente di Rainbow4Africa, che si occupa di assistere i migranti alla frontiera tra l’Italia e la Francia, fornendo anche aiuto medico. «Purtroppo le segnalazioni di maltrattamenti anche pesanti nei confronti dei migranti da parte della polizia francese ci sono da lungo tempo – spiega Narcisi -. Nessun essere umano dovrebbe mai ricevere trattamenti che non rispettano i diritti umani e la sua dignità. Tanto meno in un paese civile, tanto meno contro i minori».

All’interno dell’ex casa cantoniera di Oulx, occupata nel dicembre 2018 da anarchici italiani e francesi e nella quale il 24 marzo sono state avviate, da parte delle forze dell’ordine, le operazioni di sgombero, i migranti «alloggiavano in una situazione di grave pericolo per la loro stessa incolumità (uscite ostruite, presenza di bombole di gas e di impianti fatiscenti, ecc), in condizioni di assoluto degrado ed in assenza delle più elementari condizioni igieniche, nonostante la presenza di minori», aveva fatto sapere la Prefettura di Torino, spiegando che «l’iniziativa, concertata in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica anche a seguito di alcuni episodi delittuosi che si sono verificati tra i suoi occupanti e richiesta dal Sindaco di Oulx – interprete delle istanze dei suoi concittadini, ha visto impegnate le Forze dell’Ordine con il supporto dei Vigili del Fuoco, della Regione, dell’Asl, della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana. Queste ultime istituzioni sono state preventivamente attivate per fornire supporto sanitario e sociale ai migranti ivi ospitati che potevano trovarsi in condizioni di fragilità». All’interno dell’immobile occupato, di proprietà di Anas, sono stati trovati alcuni nuclei familiari extracomunitari con minori, in tutto 53 persone che sono state spostate in strutture di accoglienza, dopo essere stata verificata la loro negatività al Covid-19. Nei confronti di ulteriori 10 uomini extracomunitari sono stati adottati decreti di espulsione, mentre sono in corso accertamenti nei riguardi dei 13 anarchici trovati nell’immobile.

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