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Vaccini, la giustizia è servizio essenziale e noi avvocati ne facciamo parte come gli altri

La vaccinazione di una sola parte degli attori della giurisdizione non avrebbe alcuna utilità al fine di far ripartire la Giustizia, oggi gravemente limitata. Il commento del presidente del Coa di Cagliari Aldo Luchi
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Ho scoperto di avere superpoteri. Ho scoperto di avere il potere di indurre il Governo ad escludere il comparto Giustizia dall’elenco delle categorie aventi diritto alla vaccinazione prioritaria.  Io non ci credo, ma c’è chi lo afferma con sicurezza.  E non avrei alcun motivo di non credere a tanta attestazione di stima, se non fosse che suona più come un’excusatio non petita.

Accade che si attribuisca ad un mio post, che riaffermava il principio – scontato, a modo di vedere mio e di tanti altri, tra i quali alcuni illustri magistrati – che tutti gli operatori della giustizia hanno pari dignità, la (presunta) mancata vaccinazione dell’intero comparto Giustizia sardo.  E per farlo si afferma che la programmata e poi annullata vaccinazione dei magistrati di Sassari sarebbe stata diretta attuazione della richiesta formulata contestualmente dai tre vertici distrettuali della Giustizia (magistratura giudicante, magistratura requirente ed avvocatura) alla Azienda Sanitaria Regionale, a favore di tutti gli operatori del Distretto. Chiariamoci, non metto in dubbio che un’Azienda pubblica, ricevuta una richiesta da tre autorità, decida di rispondere ad una diversa autorità e di programmare soltanto con quest’ultima (su sei ricadenti nello stesso Distretto) l’attività richiesta dalle prime.

È certamente andata così. Però mi restano alcuni dubbi.  Se l’iniziativa era, come si afferma, nel “solco tracciato dal documento a firma del Presidente della Corte d’Appello, del Procuratore Generale e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, con il quale si auspicava l’inserimento di tutti gli operatori nel piano vaccinale, avvocati compresi” perché annullarla?  Ed in quel caso non sarebbe stato semplicissimo smentire “una polemica strumentale, sterile e fuorviante“, semplicemente pubblicando i documenti che comprovavano la programmazione delle somministrazioni?  Ma soprattutto, se le cose stessero così, che senso avrebbe ricorrere all’iperbole argomentativa di tentare di attribuire a quella “polemica” una situazione che è conseguenza di una decisione del Governo?  Una decisione, ancorché si ometta di dirlo, che avrebbe determinato che oggi soltanto i magistrati ed il personale di Sassari sarebbero vaccinati, perché l’avvocatura era tanto “appresso” che, alla luce delle modifiche al Piano Nazionale, sarebbe rimasta comunque esclusa.  Allora sì che, come paventato, i cittadini avrebbero potuto percepire come privilegio la vaccinazione.  E rimane il fatto, anch’esso omesso, che la vaccinazione di una sola parte degli attori della giurisdizione non avrebbe, in ogni caso, alcuna utilità al fine di far ripartire la Giustizia, oggi gravemente limitata.  Lo hanno affermato chiaramente e coralmente anche l’OCF, il CNF e l’ANM: il comparto Giustizia costituisce un servizio essenziale e gli avvocati ne sono parte imprescindibile. Chi pensa o accetta che vengano “appresso” alle altre figure sbaglia. Sono certo che questo sia chiaro a tutti, come sono certo di non avere superpoteri.

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