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Draghi: «Nuova stretta anticovid necessaria. Ne usciremo con i vaccini»

Il premier in visita al centro vaccinale di Fiumicino: «Ognuno rispetti il suo turno come Mattarella». E annuncia un nuovo scostamento di bilancio
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«Qualche giorno fa ho ringraziato gli italiani per la loro infinita pazienza. Sono consapevole che le misure di oggi avranno conseguenze sull’istruzione dei figli, sull’economia e sullo stato anche psicologico di noi tutti. Sono necessarie per evitare un peggioramento che renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti». Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine della sua visita al centro vaccinale di Fiumicino. «Il nostro obbiettivo, in accordo con il ministro della Salute, Roberto Speranza, il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e il Commissario straordinario all’emergenza, Generale Francesco Paolo Figliuolo, è quello di utilizzare tutti gli spazi utili disponibili per le vaccinazioni. Ci si potrà vaccinare non solo negli ospedali, ma anche nelle aziende, nelle palestre e nei parcheggi come questo di Fiumicino», ha spiegato il premier Draghi ricordando che «in Italia sono già operativi 1694 siti vaccinali fissi e altri verranno individuati».

«Il ricordo di quanto accaduto la scorsa primavera è vivo, e faremo di tutto per impedire che possa ripetersi». È uno dei passaggi dell’intervento del presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine della sua visita al centro vaccinale di Fiumicino. «A più di un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ci troviamo purtroppo davanti a una nuova ondata di contagi – ha detto Draghi – nell’ultima settimana, si sono registrate 150.175 nuove infezioni, a fronte delle 130.816 della settimana precedente – un aumento di quasi il 15%. In queste due settimane, l’incremento dei ricoverati positivi al virus è stato di quasi 5.000 persone, e il numero di pazienti in terapia intensiva è cresciuto di oltre 650 unità. Questi dati ci impongono la massima cautela per limitare il numero di morti e impedire la saturazione delle strutture sanitarie. Il ricordo di quanto accaduto la scorsa primavera è vivo, e faremo di tutto per impedire che possa ripetersi», ha aggiunto.

Le misure di sostegno economico previste nel decreto legge Covid varato dal governo «sono corpose, coprono una platea più ampia e arriveranno rapidamente», spiega ancora Draghi. – «Per venire incontro alle esigenze delle famiglie, abbiamo deciso, già nel decreto legge di oggi, di garantire il diritto al lavoro agile per chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena. Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting. Il decreto che comprende tutte le altre misure di sostegno all’economia è previsto per la settimana prossima. Per questo i 32 miliardi già autorizzati sono interamente impegnati. Ma non basta. Ho intenzione di proporre al Parlamento, in occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanza, un nuovo scostamento di bilancio», spiega il premier. «Tra i provvedimenti più significativi – chiarisce – c’è il prolungamento della cassa integrazione guadagni, un più ampio finanziamento degli strumenti di contrasto alla povertà, per sostenere i nuovi poveri, coloro che sono diventati maggioranza nelle file della Caritas. Agli autonomi e alle partite IVA che hanno patito perdite di fatturato riconosceremo contributi in forma più semplice e immediata, senza criteri settoriali».

«Pur consapevole delle difficoltà, oggi voglio darvi un messaggio di fiducia e forza. Questo governo vi accompagnerà con la stessa intensità mostrata nel suo primo mese di lavoro», conclude il premier. Un messaggio apertamente rivolto agli italiani che non a caso arriva subito dopo il riferimento a un’immagine altamente evocativa, legato alla tempistica delle vaccinazioni: «A tutti, chiedo di aspettare il proprio turno, come ha fatto in maniera esemplare il Presidente della Repubblica». «È un modo di mostrarci una comunità solidale, proteggendo chi più ha da temere per gli effetti della pandemia», dice ancora il presidente del Consiglio, anche qui usando il «noi».

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