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Covid, Bertolaso: “Tutta l’Italia verso la zona rossa”

L'allarme del consulente di Regione Lombardia per la campagna vaccinale: "Bisogna correre e battere i pugni sul tavolo a Bruxelles"
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La Lombardia si sta avvicinando verso una zona arancione rossa o arancione rafforzata? «A me sembra che tutta l’Italia, tranne la Sardegna, si sta avvicinando a passi lunghi a questa situazione». Lo ha detto Guido Bertolaso, consulente di Regione Lombardia per la campagna vaccinale, replicando ai giornalisti durante una conferenza stampa a Palazzo Pirelli. «È ovvio – ha aggiunto – che la Lombardia essendo regione cardine del Paese e avendo vissuto quello che ha vissuto è più vulnerabile rispetto ad altre Regioni ma non sono più preoccupato per la Lombardia rispetto ad altre Regioni».

Quindi ha sottolineato: «È fuori discussione che bisogna vaccinare, questo è il punto. L’ho detto anche ai miei colleghi, al terzetto straordinario che da Roma ci deve guidare a cogliere queste sfide. Loro stanno lavorando ventre a terra, qui bisogna correre. Bisogna andare a Bruxelles, battere i pungi sul tavolo, ci vuole anche un po’ di aggressività rispetto alle istituzioni internazionali. C’è da fare un grosso lavoro sul quale credo tutti siano impegnati a livello di governo».  «Avrei molti motivi per essere avvilito oggi, due province sono in zona rossa e tutte le rianimazioni molte sono piene di casi Covid. L’ospedale in Fiera ha 57 ricoverati in rianimazione e poi Brescia ne ha 30. Le statistiche sono molto pesanti, oltre al problema delle convocazioni per gli over 80 con il sistema che continua a funzionare male e a creare equivoci e ritardi», ha spiegato Bertolaso. «Una signora – ha aggiunto – oggi mi ha scritto dicendo che ieri sera alle 23.25 ha trovato un sms con orario e luogo dove portare la mamma, oggi alle 14, a vaccinare. Ci sono tanti aspetti positivi anche, tante gente che scrive e ringrazia ma mi basta una mail di questo genere per rovinarmi la giornata. Non è una mail unica, ci sono centri vaccinali che stanno conoscendo ritardi, anziani che sono stati mandati a 30km di distanza da casa a fare il vaccino».

 

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