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Covid, tra lunedì e martedì nuovo Dpcm

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La Conferenza delle Regioni ha inviato un parere al Governo
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È atteso tra lunedì e martedì l nuovo Dpcm sulle misure per il contenimento del covid. La firma del premier Mario Draghi potrebbe essere preceduta da riunioni tecniche per completare alcuni passaggi che consentiranno di chiudere il pacchetto delle nuove norme.
La Conferenza delle Regioni ha inviato ieri il parere sul nuovo Dpcm che il Governo dovrebbe varare in settimana. Le Regioni avrebbero dato un sostanziale via libera al Dpcm, sottolineando tra le parti positive lo spostamento al lunedì dell’entrata in vigore delle misure e l’istituzione di una cabina per la modifica dei 21 parametri. Tra i miglioramenti chiesti nel parere ci sarebbero la richiesta di una distinzione più puntuale tra attività che rischiano di aumentare la mobilità e altre più compatibili alla lotta al Covid e una maggiore attenzione alla scuola.

Secondo una bozza, i divieti e le restrizioni resteranno in vigore anche per Pasqua e Pasquetta e saranno valide, dunque, fino al 6 aprile. In zona rossa chiuse le attività inerenti servizi alla persona, comprei saloni di barbiere e di parrucchiere. In zona gialla si potrà ricevere persone diverse dai conviventi a casa, ma restano «vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose». Dal 27 marzo in zona gialla spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, spiega la bozza del Dpcm. Il ministro Franceschini ha annunciato l’accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend (questi ultimi per ora aperti in questa stessa fascia solo nei giorni infrasettimanali).

Vietato lo spostamento tra le Regioni fino al 27 marzo, ma le restrizioni potrebbero essere prorogate con un decreto. Sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni. Consentito recarsi nelle seconde in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece – a meno di urgenti e necessari motivi – se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo.

Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati. Ancora chiuse palestre e piscine. Vietati gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l’attività motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa. Chiusi i ristoranti di sera, rimangono aperti a pranzo in zona gialla, fino alle 18, mentre fino alle 22 consentito l’asporto. A domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.

Nelle zone rosse tutte le scuole dovrebbero rimanere chiuse. Gli esperti hanno anche valutato che gli studenti dovranno essere in Dad nel caso l’incidenza sia superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti. In tutte le altre situazioni, la scuola resta in presenza come già stabilito dai provvedimenti in vigore: in presenza per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori la didattica è in presenza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%.

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