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Covid, Draghi convoca le Regioni per fissare le nuove regole

Riunione, in video conferenza, tra il governo e governatori, in vista del Consiglio dei ministri convocato domattina per approvare il decreto Covid
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I dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute danno il tasso di positività in aumento a 5,4% (ieri era al4,87%). Sono 13.452 i nuovi casi Covid in Italia nelle ultime 24 ore, in lieve calo rispetto ai 14.931 ieri. I tamponi sono 250.986, in netta diminuzione rispetto ai 306.078di ieri. I decessi sono 232, in calo rispetto ai 251 di ieri, per un totale di 95.718 vittime dall’inizio dell’epidemia. Per questa sera è in programma una riunione, in video conferenza, tra il governo e i presidenti delle Regioni, in vista del Consiglio dei ministri convocato domattina per approvare il decreto Covid con le nuove misure restrittive anti contagio.

Intanto le Regioni e le Province autonome, alcune delle quali oggi hanno già cambiato colore, hanno messo a punto una bozza con una serie di proposte in vista dei prossimi provvedimenti del governo nella quale si prendono in esame spostamenti, misure, regole, vaccino covid, scuola, ristori, parametri e indice Rt.

“Occorrono misure nazionali di base omogenee, come avviene nel resto del mondo, che superino l’attuale zonizzazione, salvo prevedere misure più stringenti per specifici contesti territoriali laddove i parametri rilevino significativi scostamenti. Le limitazioni generali e quelle specifiche dovrebbero in ogni caso tener conto dell’analisi dell’esperienza sin qui condotta, valutando le restrizioni che si sono rivelate più o meno efficaci, al fine di poter meglio soppesare quali attività sia necessario chiudere o limitare anche con protocolli aggiornati”, si legge tra le proposte inserite nella bozza. “Il presupposto per assumere decisioni valide è individuare una strategia che si fondi su elaborazioni oggettive tecnico scientifiche sulla base delle quali la politica si assumerà la responsabilità della decisione”. E ancora: “Se la campagna vaccinale accelera -si sottolinea-, l’Rt perde progressivamente di rilevanza, mentre la saturazione dei posti letto diventa ancor più l’elemento decisivo”. “Si ritiene indispensabile – si legge nella bozza – procedere ad una revisione dei parametri e alla contestuale revisione del sistema delle zone, nel senso della semplificazione, che passi funzionalmente anche da una revisione dei protocolli per la regolazione delle riaperture, in senso anche più stringente laddove necessario. Occorre in questa fase un cambio di passo che consenta di coniugare le misure di sicurezza sanitaria con la ripresa economica e delle attività sociali. Sulla revisione del Rt e dei relativi parametri, la Conferenza si era già espressa, anche in termini propositivi e, pertanto, è necessario riprendere quella discussione ed approfondirla per verificare, anche dall’esperienza maturata, quali possono essere le soluzioni migliori dal punto di vista tecnicoscientifico”. Per quanto riguarda i ristori, “in via strutturale, lo stesso provvedimento che introduce restrizioni per il Paese e poi restrizioni particolari per singoli territori, deve anche attivare gli indennizzi e salvaguardare le responsabilità, garantendo la contestualità a prescindere da chi adotta il provvedimento”. A tal riguardo, si legge nella bozza, “si rende opportuno l’ampliamento della cabina di regia ai Ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese. È necessario, inoltre, condividere maggiormente i provvedimenti e garantire sempre i risarcimenti sia nel caso di provvedimenti restrittivi di livello nazionale che regionale. In questo contesto appare assolutamente necessario procedere ad un chiarimento sulle competenze statali e regionali al fine di allinearne la tempistica e la relativa efficacia”. Nel documento si parla anche di scuola: “Nel quadro della situazione epidemiologica generale e territoriale, sarebbe necessario qualificare l’attività scolastica (al pari delle altre attività) con un’apposita numerazione di rischio. Occorre, in ogni caso, implementare le forme di congedo parentale nonché prevedere ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori, nel caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per aggravamento della situazione epidemiologica”.

 

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