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L’emergenza non può fermare la tutela dei diritti: la giustizia sia accessibile a tutti

L'intervento della presidente del Cnf Maria Masi all'inaugurazione dell'anno giudiziario del Consiglio di Stato
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Ringrazio il Presidente Patroni Griffi per l’invito soprattutto perché conferma un coinvolgimento reale e una condivisione sostanziale, dettati dalla consapevolezza del ruolo complementare e come tale necessario dell’Avvocatura, anche nella e per la giurisdizione amministrativa.

La Giustizia amministrativa delinea il perimetro della tutela dei diritti di cittadine e cittadini nei confronti dello Stato. Tutela che, mai come nel corso dell’anno appena compiuto e purtroppo si teme, anche per quello in corso, si è resa particolarmente necessaria, oltre che urgente, in conseguenza della situazione di emergenza, generata dalla diffusione dell’epidemia, che ha complicato il già fragile equilibrio tra i rapporti civili, etico sociali, economici.

L’invocato necessario bilanciamento tra libertà di circolazione, di riunione, diritto allo studio e al lavoro con il diritto alla salute ha posto il problema, altrettanto serio, dell’effettività e dell’efficacia della tutela giurisdizionale. Pur senza entrare nel merito dei provvedimenti o meglio dell’efficacia degli strumenti, adottati per conseguire gli obiettivi dettati dall’emergenza, non si può negare il rischio dell’alterazione dei principi che informano la gerarchia delle fonti e la separazione dei poteri.

L’intervenuta legislazione emergenziale dei decreti e delle ordinanze, è stata percepita dai cittadini come un’eccessiva quanto ingiustificata forma di controllo piuttosto che come necessaria forma di tutela. Tanti, quindi, gli ostacoli rinvenuti in questa circostanza e certamente ancora pochi, rispetto alle esigenze palesate, quelli rimossi per ripristinare, in senso proprio, il principio di legalità. Ciò ha senza dubbio influenzato negativamente il rapporto di fiducia tra Stato e cittadino, il quale è indotto a recepire, come di fatto spesso recepisce, la giustizia, un ulteriore ostacolo all’esercizio dei diritti, piuttosto che tutela degli stessi.

Essenziale, invece, come sempre, più di sempre, la funzione anche riequilibratrice della giustizia amministrativa, il cui accesso, a maggior ragione, deve essere garantito a tutti, anche sotto il profilo economico. Attualmente gli oneri contributivi sono ancora molto alti, a discapito dei cittadini più deboli che, spesso, nonostante la consapevolezza di aver subito un’ingiustizia rinunciano, per questioni economiche, alla tutela giudiziaria. Rinuncia che in questo particolare momento storico corre il rischio di assumere il significato di una resa acuita dalla distanza tra la richiesta del cittadino e la risposta o il silenzio della pubblica amministrazione e quindi dello Stato. Il diritto a chiedere giustizia, ancor prima del diritto a ottenerla, non può considerarsi avulso dal principio di eguaglianza sostanziale tra i cittadini che si esplica anche nell’assicurare pari opportunità di accesso alla tutela giurisdizionale.

A proposito di tutela giurisdizionale, voglio sottolineare, anche in questa occasione, la costante e attenta interlocuzione tra Avvocatura e Consiglio di Stato, informata ad un proficuo spirito di collaborazione, nell’affrontare e risolvere i problemi legati anche agli aspetti pratici dell’accesso alla giustizia amministrativa e allo sviluppo del processo telematico nonché all’efficienza del processo nel pieno assolvimento delle garanzie di difesa, anche nella fase emergenziale.

L’esperienza, originata dal primo documento congiunto e dal tavolo di monitoraggio, istituito al fine di rispondere alle necessità che la iniziale e concreta applicazione aveva fatto emergere, alla rinnovata collaborazione, in piena emergenza, con lo scopo comune di consentire il regolare svolgimento delle udienze, nel rispetto dei principi del “giusto processo”, ha dimostrato che il dialogo tra avvocatura e magistratura, quando consente lo scambio proficuo di opinioni ed esperienze, genera sempre buoni frutti. Nei decreti, infatti, sono state recepite le osservazioni dell’avvocatura così come in tutti i protocolli condivisi e sottoscritti relativi alla modalità di svolgimento delle udienze da remoto prima e in presenza dopo, è stato sempre garantito in maniera adeguata l’esercizio dell’attività di rappresentanza e difesa. Sottende il medesimo spirito, l’accordo di collaborazione, di recente sottoscritto tra l’Ufficio Studi formazione e massimario della Giustizia Amministrativa e l’Osservatorio Nazionale Permanente sull’esercizio della Giurisdizione, regolamentato dal Consiglio Nazionale Forense presso cui ha sede, con il quale si è inteso condividere attività di studio e ricerca in materie che rivestono interessi strategici per l’economia e le istituzioni nazionali e sovranazionali oltre a favorire e promuovere, come opportuno attività di formazione congiunta mirata all’aggiornamento professionale di magistrati e avvocati.

Concludo, auspicando il massimo impegno da parte di tutti gli operatori del diritto, vocati al corretto funzionamento della giustizia, nell’emergenza e oltre l’emergenza, per rendere possibile la realizzazione di un nuovo o meglio rinnovato concetto di comunità della giurisdizione, informato ai principi di responsabilità, solidarietà ed eguaglianza.

 

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