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Cassa Forense, stop ai contributi minimi

Sospesa la riscossione per il 2021 in attesa dei decreti attuativi per l'esonero previsto dalla Legge di Bilancio
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Il Consiglio d’amministrazione di Cassa forense, nella seduta del 26 gennaio, ha sospeso la riscossione dei contributi minimi 2021 (soggettivo e di maternità), in attesa dei provvedimenti ministeriali di attuazione dell’articolo 1, comma 20, della legge 178/2020, ovvero la Legge di Bilancio, che al fine di ridurre gli effetti negativi causati dall’emergenza Covid sul reddito dei lavoratori autonomi e dei professionisti e di favorire la ripresa della loro attività, ha istituito un apposito fondo per l’esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti, con una dotazione finanziaria iniziale di 1.000 milioni di euro per il 2021, destinati a finanziare l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps e dai professionisti iscritti agli enti privati.
Secondo quanto comunicato da Cassa forense, i relativi Mav, con scadenza febbraio, aprile, giugno e settembre 2021, per il momento, non verranno prodotti. A poter usufruire dell’esonero contributivo saranno i professionisti che, nel periodo d’imposta 2019, abbiano conseguito un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33 per cento rispetto a quelli dell’anno 2019. Sono esclusi dall’esonero i premi dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. «Non siamo in grado di verificare, in questo momento, quanti siano i liberi professionisti interessati da questa misura – spiega al Dubbio Nunzio Luciano, presidente di Cassa Forense -. Come Adepp, l’associazione che raggruppa tutti i liberi professionisti, abbiamo chiesto al ministero alcuni chiarimenti, come ad esempio quale sia la posizione di chi ha dichiarato zero sia nel 2019 sia nel 2020. Ma non solo: Adepp ha anche chiesto se la normativa si applica a coloro che si sono iscritti nel 2020 e ai pensionati attivi. Per quanto riguarda gli iscritti a Cassa Forense con reddito al di sotto di 50mila euro, sono 188.827 i soggetti potenzialmente interessati alla misura, numero rispetto al quale è necessario verificare chi ha subito una diminuzione di fatturato. Per quanto riguarda tutto il mondo dei liberi professionisti si tratta invece di 941.358 persone. Nel caso in cui tutti questi soggetti avessero subito una riduzione di fatturato – aggiunge Luciano -, il miliardo messo a disposizione, anche per coloro che sono iscritti all’Inps, sarebbe assolutamente insufficiente, perché servirebbero almeno 2 miliardi 342 milioni».
Si dovranno, dunque, attendere i decreti del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dalla legge. Attraverso tali decreti verranno definiti i criteri e le modalità per la concessione dell’esonero, nonché la quota del limite di spesa da destinare, in via eccezionale, ai professionisti iscritti alle Casse private e i relativi criteri di ripartizione. Sono inoltre esonerati dal pagamento dei contributi previdenziali i medici, gli infermieri e gli altri professionisti e operatori di cui alla legge 11 gennaio 2018, numero 3, già collocati in quiescenza e assunti per l’emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19. «Abbiamo chiesto di partecipare al tavolo sui decreti attuativi – conclude Luciano -, insieme al ministero del Lavoro, per aiutarli almeno con indicazioni di massima sulla base dei dati in nostro possesso».

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