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«L’incubo di Benno: vittima del circo mediatico e senza notizie dei suoi»

giustizia
Parla l'avvocato Flavio Moccia, difensore di Benno Neumair, il figlio della coppia sparita a Bolzano
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Un nuovo misterioso caso sta riempendo le pagine della cronaca nera italiana: si tratta della scomparsa dei coniugi di Bolzano Peter Neumair e Laura Perselli, svaniti nel nulla tra il 4 e il 5 gennaio. Nel registro degli indagati è stato iscritto tre giorni fa il maggiore dei figli della coppia, il trentenne Benno Neumair per omicidio e occultamento di cadavere. Avrebbe prima cagionato la morte dei genitori e poi si sarebbe liberato dei corpi nel fiume Adige.

In realtà spiega al Dubbio l’avvocato Flavio Moccia, che assiste il ragazzo insieme al collega Angelo Polo, «si tratta di un atto dovuto per eseguire tutti gli accertamenti. Non ci sono elementi gravi a carico del nostro assistito. Se ci fossero indizi gravi e concordanti la Procura avrebbe già emesso un fermo cautelare». A compiere gli accertamenti sono anche intervenuti i Ris di Parma. Siamo ovviamente in una fase embrionale delle indagini ma sembra essersi già messa in moto la macchina del processo mediatico. Il ragazzo è stato, tra l’altro, etichettato come ‘ l’insegnante con il culto dei muscoli’ e ai racconti sono seguiti immagini e video mentre fa palestra o esercizio fisico all’aperto. Si tratta del solito “effetto lombrosiano” dell’uomo nato per uccidere, per cui i comportamenti criminali sarebbero determinati da predisposizioni di natura fisiologica, i quali spesso si rivelano anche esteriormente. Accade spesso che nel racconto giornalistico ci si fissi su determinati dettagli per trarne chissà quale indizio di colpevolezza. Come dice sempre l’avvocato Moccia «il nostro cliente viene ormai da giorni massacrato dalla stampa. Stamattina (ieri, ndr) abbiamo sentito dire in una trasmissione che entro 15 giorni si avrà la confessione di Benno. Ma è scandaloso, come si fa a dire una cosa del genere? Per questo abbiamo deciso che questa è l’ultima intervista che concediamo e da domani (oggi, ndr) saremo in silenzio stampa perché stigmatizziamo fortemente quanto sta avvenendo».

Finire nel tritacarne mediatico non è facile né per gli indagati né spesso per i loro avvocati, la partita è il più delle volte impari: «logicamente – prosegue l’avvocato Moccia – fa molto più scandalo il sospetto e il taglio colpevolista, che la descrizione oggettiva dei fatti. Purtroppo ad piccola circostanza caratteriale o fisica si fa derivare un aspetto negativo del ragazzo. Mi riferisco ad esempio al fatto che adesso pubblicano sempre questa foto di Benno come se fosse Maciste o lo giudicano troppo freddo. Invece tutto ha una giustificazione: lui faceva l’istruttore di fitness per mantenersi all’Università». Secondo alcuni fonti giornalistiche, proprio il mancato raggiungimento della laurea sarebbe il movente dell’omicidio perché i genitori avrebbero chiesto indietro al figlio i soldi delle rate visto che non avrebbe raggiunto l’obiettivo: «sciocchezza, il ragazzo è laureato. Ed è un ragazzo normale, che aveva normali conflittualità con i genitori, e che in questo momento sta vivendo un incubo. Non ha notizie dei genitori da oltre due settimane ed è sotto i riflettori. Noi gli abbiamo consigliato di non guardare la televisione o leggere i giornali, per non aumentare il suo turbamento. Lui è l’unico che conosce la verità e sentire congetture molto pesanti su di lui e la sua famiglia lo fa stare molto male». Dalla Procura non sarebbero filtrati elementi atti ad alimentare il circo mediatico: «abbiamo un Procuratore capo prosegue Moccia – molto sensibile e anche molto fermo nel non voler far trapelare nulla. Addirittura la Procura ha inviato alle testate giornalistiche un comunicato in cui precisa che non si è resa responsabile di fuoriuscite di notizie in merito all’indagine in corso».

 

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