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Duelli a distanza tra Renzi e il Pd in attesa della fiducia

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Pd e M5s continuano a lavorare per sventare la minaccia portata al governo Conte da Matteo Renzi che ha aperto di fatto la crisi
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Domani il voto alla Camera, poi quello di martedì a Palazzo Madama dove si nascondono tutte le insidie per Giuseppe Conte, dopo la crisi aperta da Matteo Renzi. Uno degli obiettivi al Senato è quello di arrivare a 158 voti favorevoli. Sarebbe un segnale forte che potrebbe far perdere altri pezzi alla formazione di Matteo Renzi. Oggi, infatti, dopo l’abbandono del deputato Vito De Filippo di  ieri che è tornato nelle fila del Pd, è stata la volta della sua collega Michela Rostan che  ha annunciato di voler votare la fiducia al governo Conte. Sono due deputati, ma che qualcosa cominci a scricchiolare nella pattuglia renziano appare evidente. Il presidente del Consiglio spera anche che i centristi, nonostante abbiano dichiarato ufficialmente la loro posizione, possano all’ultimo minuto cambiare idea. Senza disdegnare  qualche assenza nelle file di Fi, salvifiche per abbassare il quorum.

Intanto Matteo Renzi, a “Mezz’Ora In Piu” su Rai3, dichiara ribadisce la fondatezza della sua battaglia per riforme, acominciare da quella del Recovery, e spiega la sua attuale linea nella denunciata assenza di risposte da parte di Palazzo Chigi.«La crisi non è politica ma che siamo il Paese con il peggiornumero di morti e livello di economia, altro che parlare sui social di “modello Italia”». E ha aggiunto: «Domani Conte viene in Aula e gli avevamo chiesto se secondo lui andava cambiato qualcosa in quello che andava fatto, o nel governo. E lo aveva chiesto Zingaretti per primo. Conte ha risposto che ha il governo migliore del mondo. Dico che è coraggioso ma lo rispetto. Ora dice che mi vuole ‘asfaltare’, mi sembra che al Senato non accadrà ma ho detto che i nostri 18 senatori non possono votare la fiducia, ma voteranno lo scostamento e il dl Ristori».

A Renzi, nella stessa trasmissione di Lucia Annunziata, ha replicato il ministro per il Sud e la Coesione Sociale, Giuseppe Provenzano: «Non ho capito se avete invitato il fratello gemello di chi ha aperto la crisi. Se non è ilfratello gemello, gli esprimo solidarietà rispetto al passato,perchè ha fatto parte di un governo che ritiene mediocre, e per il futuro perchè ha detto che sosterrà i provvedimenti del governo». Sul futuro del governo Provenzano è stato chiaro: «Non partecipo a questa Cavallalleria Rusticana che qualcuno racconta tra Conte e Renzi. Se ci sarà la fiducia si andrà avanti e se non ci sarà si prenderà atto e lì siaprirà un’altra partita».

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