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Clemente Mastella: «Renzi gioca col fuoco ma la politica non è come il poker»

L'ex ministro giudica «incomprensibile» l’atteggiamento di Italia Viva e spiega i motivi di un possibile ritorno alle urne
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Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ex ministro del Lavoro con Berlusconi e della Giustizia con Prodi e attento osservatore dei fatti di Palazzo, giudica «incomprensibile» l’atteggiamento di Italia Viva e spiega i motivi di un possibile ritorno alle urne «che converrebbe anche al Movimento 5 stelle».

Sindaco Mastella, di crisi politiche lei ne ha vissute tante. Crede che questa volta si andrà fino in fondo?

Quel che so è che serve un accordo duraturo in maggioranza, altrimenti si va al voto perché non si può andare avanti giorno per giorno e vedere come va. Il problema è che nessuno vuole perdere la faccia ma entrambi i contendenti, cioè Conte e Renzi, stanno facendo di tutto per farla perdere all’altro. Lo scontro è anche personale, non soltanto politico.

Chi uscirà vivo dal duello?

Non lo so ma c’è un elemento, secondo me, da considerare rispetto a qualche tempo fa. Renzi era partito facendo l’occhiolino a una parte del Pd e del Movimento 5 stelle, i quali ricambiavano. Ora invece l’occhio di questi personaggi non si muove più e c’è un sostegno sostanziale, reale, vero dei cinque stelle a Conte, tanto è vero che è uscito allo scoperto anche Grillo per certificarlo.

E il Pd?

Il Pd, per ovvi motivi, ritiene Renzi come uno che vuole rompere le scatole e come un personaggio che vuole fregarli. Per questo anche loro si sono ricompattati sul nome di Conte. Ma è sbagliato pensare, come fa Renzi, che in ogni caso non si possa andare al voto. La prospettiva non solo di un Conte Ter ma anche di un governo diverso da questo non esiste e il rischio che si vada verso una crisi di governo è reale.

Se questo rischio dovesse concretizzarsi, dal Colle emerge la linea di un ritorno alle urne. Condivide?

Quella del Quirinale è una moral suasion intelligente e saggia, che tuttavia si esercita solo su chi vuole recepirla. Fossi nel Presidente della Repubblica sarei preoccupato perché siamo in presenza di due nuovi fattori: un’avvenuta ridisegnazione dei collegi elettorali e la riduzione del numero dei parlamentari. Sono due elementi che fossi nelle forze di opposizione porterei all’attenzione del capo dello Stato. Anche perché in caso di elezioni il centrodestra vincerebbe.

Dunque la maggioranza dovrebbe far di tutto per evitare le urne?

Non c’è più una maggioranza, ci sono semi- solidarietà molto filamentose e a questo punto o si recupera una solidarietà intera o è giusto andare al voto. Siamo quasi nella terza ondata di contagi, in piena pandemia, come si può pensare a una crisi di governo in questo momento?

Si spieghi meglio.

Lo scenario politico è deprimente. In passato non si facevano mai crisi di governo durante un’emergenza. È come se nel pieno degli anni di piombo si fosse litigato sui ministeri, quando invece abbiamo visto che quello è stato il periodo del compromesso storico e della solidarietà nazionale. Stesso discorso per il dopoguerra, quando De Gasperi e Togliatti si rispettarono anche a prescindere dai ruoli di partecipazione al governo.

Eppure Renzi insiste nel dire che dopo questo governo non ci sarebbe il voto ma un nuovo esecutivo. Lei ci crede?

Ma chi vuole che faccia un governo con Italia viva, il Pd o altri? Il tempo delle messe in scena è finito. Mentre prima potevamo ritenere che alcune dichiarazioni fossero pura strategia, oggi il rischio di andare alle elezioni è al 51 per cento. Renzi sta giocando con il fuoco ma la politica a volte non è poker ma scopone.

Questa me la spiega…

Bluffare come si fa a poker può andar bene una volta, due, ma alla terza ti scoprono. Invece occorre giocare con le carte che si hanno in mano cercando di portare più punti possibili alla propria squadra, come si fa a scopone.

In politica i “punti” sono i voti degli elettori. A quale scenario porterebbe un ritorno anticipato al voto?

Una considerazione che Renzi non fa e gli altri fanno finta di non fare è che fino a poco tempo fa i cinque stelle erano in una condizione drammatica ma se si dovesse votare domani il Movimento 5 stelle più un’ipotetica lista Conte prenderebbero quasi gli stessi voti del 2018. Come partito il Movimento perderebbe due terzi dei voti, è vero, ma oggi può sfruttare la popolarità del presidente del Consiglio che tra un anno o più potrebbe non esserci più.

E il centrodestra? C’è anche chi pensa che a Salvini in fondo il voto non interessi così tanto… Fratelli d’Italia vuole sicuramente le urne ma io credo che la stessa cosa valga per la Lega, perché più si va avanti e più Salvini perde consensi che vanno a Meloni. E poi c’è Berlusconi, che da mesi sta abbassando i toni perché crede, o gli hanno fatto credere, che possa fare il capo dello Stato.

Alla cui elezione manca un anno, un tempo politicamente lunghissimo. Quale scenario prevede per le prossime settimane?

Dipenderà dalla maggioranza, ma qui la cosa strana è che non c’è dissenso solo tra opposizione e maggioranza, come è fisiologico, ma anche tra i partiti della stessa maggioranza. Renzi vuole il Mes, e sono d’accordo, ma chi glielo vota?

Diventa una battaglia strumentale che non porta a nulla. Io ho stima e sono anche amico di Renzi, ma in questa circostanza non lo capisco.

Perché?

I problemi che pone sono anche giusti, ma in politica non si ottiene mai il 100 per cento di quanto si chiede. Lui ha ottenuto molto da presidente della Provincia, da sindaco, da segretario del Pd e da presidente del Consiglio, ma quando sei in una coalizione su qualcosa devi cedere, altrimenti sarebbe un governo monocolore.

Un’altra ipotesi sul piatto è quella di un governo Conte sostenuto da un manipolo di “responsabili”. Lo ritiene possibile?

Sui “responsabili” si è detto molto ed è stata tirata in ballo pure mia moglie ( Sandra Lonardo, ora nel Misto, ndr). Ma io credo che nessuno sostituisce nessuno e anche se non sono attivo nelle aule parlamentari o dintorni voglio dire la mia ad alta voce e in grande libertà.

Prego.

Spesso si punta il dito contro i “responsabili”, ma qui il problema è l’irresponsabilità di chi vuole una crisi di governo nel mezzo di una pandemia. Fare una crisi in questo momento è di una ferocia terribile e aumenta a dismisura la collera della gente anche nei miei confronti. Proprio io che non c’entro niente, si figuri…

 

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