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La Camera penale di Roma celebra i suoi 60 anni, orgogliosa di una grande storia

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE. Era il 31 dicembre 1960. A Piazza Cavour si riunì quel leggendario comitato promotore che elesse Nicola Madia come presidente. Non ci siamo mai fermati nelle nostre battaglie, che oggi più che mai sono decisive per la difesa dello Stato di diritto
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Guardare al futuro consapevoli delle nostre radici e delle nostre battaglie. Con questo sentimento e con questa consapevolezza la Camera penale di Roma celebra oggi il sessantesimo anniversario della sua fondazione, in questa particolare giornata in cui ricorre la prima riunione del consiglio direttivo dei soci fondatori.

Alle ore 12.00 del 31 dicembre 1960 in un’aula del Palazzaccio di Piazza Cavour si riunì infatti il Comitato promotore della Camera penale di Roma composto dagli avvocati Adolfo Gatti, Titta Mazzuca, Nicola Madia, Raffaele Valensise, Pietro D’Ovidio, Manfredo Rossi e Luigi Trapani. Nicola Madia è il primo presidente eletto e Titta Mazzuca il segretario. La prima delibera è stata l’ammissione alla Camera penale dei soci Guido Parlatore, Augusto Bassino, Domenico Cassone, Rocco Antonio Pasquini, Pier Ferruccio Ferri, Francesco Patanè, Vittorio Battista, Augusto Addamiano, Bruno Calvosa, Bruno Cassinelli, Sergio D’Angelo, Vittorio Bettini, Aldo Cavallo, Vincenzo Summa, Carlo D’Agostino, Vinicio De Matteis, Francesco Sebastianelli, Vittorio Marotti.

In un’epoca di grandi dibattiti culturali e di figure storiche impegnate a rivendicare il riconoscimento dei diritti fondamentali dei cittadini ha avuto inizio la straordinaria avventura della nostra Camera penale, che di lì a poco avrebbe visto le prime battaglie e le prime astensioni.

E’ un onore per me rappresentarla e sento grave il peso della responsabilità in questo eccezionale momento storico. Mi incoraggia l’entusiasmo e l’impegno di numerosi colleghi, molti giovani, che uniti da una comune identità dimostrano – anche in questo difficile momento – la vitalità e la forza della nostra associazione e garantiscono la linfa vitale del futuro. In attesa di tornare prima possibile alla normalità, siamo oggi in prima linea per rivendicare con ogni strumento possibile – anche in questa fase emergenziale – il rispetto delle garanzie del giusto processo e di tutti i principi contenuti nel nostro statuto.

L’emergenza sanitaria ha portato all’esasperazione dei problemi che già affliggevano il nostro tribunale, detentore del triste primato negativo di inefficienza e di durata dei processi.

Abbiamo scongiurato quel mostro giuridico chiamato processo da remoto ma, ancora, sulla carta resta la previsione inammissibile della medesima modalità per lo svolgimento delle Camere di Consiglio. Dico sulla carta perché proprio la fermezza delle nostre convinzioni – in uno con l’accreditamento nel nostro mondo giudiziario romano – ha consentito alla Camera penale di Roma di ottenere un importante protocollo che ha da sùbito escluso le camere di consiglio da remoto, riconoscendo pubblicamente il rischio che una normativa emergenziale possa tradursi in una “irreversibile lesione dei principi del giusto processo”, come testualmente affermato nelle premesse del protocollo.

Il protocollo è stato sottoscritto da tutte le Camere penali del Distretto e proposto dall’Ucpi come modello da seguire, e sostanzialmente si sta attuando in numerosi Distretti.

La giustizia penale dovrà ripartire in aula, nell’interesse di tutti e solo questo nuovo inizio contrasterà la pericolosa deriva di un’idea populista che mira ad allontanare il difensore dal Tribunale e, quindi, dal processo. Lo sviluppo tecnologico delle attività di organizzazione del processo è un’occasione ghiotta e imperdibile e richiede tutto il nostro impegno per assicurare nei nostri uffici giudiziari la realizzazione di un sistema informatico semplice, efficiente e che garantisca i diritti di tutti. Stiamo già lavorando con il nuovo Direttivo per garantire la partecipazione della Camera penale di Roma a tutti i processi organizzativi onde evitare di ridurre questa opportunità di sviluppo culturale in una inutile burocratizzazione della tecnologia.

Tutto il nostro impegno muove dalla ferma convinzione che la giustizia, e in special modo quella penale, rappresenti un servizio essenziale per i cittadini e per gli stessi equilibri della democrazia. Le condizioni degli istituti penitenziari romani e i diritti dei detenuti hanno rappresentato in questi anni uno degli impegni più intensi della Camera penale, un lavoro riconosciuto anche dalle più alte istituzioni con la visita alla nostra sede del Presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, in occasione della proiezione del film in aula Occorsio “Viaggio in Italia: la Corte Costituzionale nelle carceri”. La Camera penale di Roma sarà in prima linea anche grazie al contributo della Commissione carcere e della neonata commissione Tribunale di Sorveglianza.

La politica è troppo distante rispetto ai nostri principi e alle nostre rivendicazioni ed è espressione di un clima culturale e di un’idea di pena e carcere inaccettabili per uno Stato di diritto.

Alla celebrazione dei sessanta anni della fondazione partecipano, in diretta facebook, i presidenti che si sono succeduti negli ultimi anni: Patrizio Spinelli, Valerio Spigarelli, Renato Borzone, Gian Domenico Caiazza, Fabrizio Merluzzi, Cinzia Gauttieri, Francesco Tagliaferri e Cesare Placanica. Prenderanno la parola anche i soci Adelmo Manna per ricordare la figura di sua madre, l’avvocato Gabriella Niccolai, e Cesare Piraino, componente del direttivo dal 1984 e consigliere segretario durante l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale nel 1989.

Portiamo avanti  quei valori che 60 anni fa hanno ispirato alcune tra le migliori menti dell’avvocatura romana a dare vita alla nostra associazione. Oggi è ancora più importante la presenza attiva e l’impegno di ognuno dei soci affinché la nostra associazione diventi un ponte di collegamento per rafforzare e diffondere la nostra cultura garantista e per rivendicare seriamente il nostro ruolo e la nostra funzione nella società.

Concludo con il ricordo degli amici e soci Anselmo De Cataldo e Paola Rebecchi, prematuramente scomparsi poco tempo fa che tanto hanno dato in questi ultimi anni alla nostra associazione. Li ricorderemo sempre per il loro impegno, la loro umanità e competenza e anche nel loro nome porteremo avanti i nostri valori. Auguri alla Camera Penale di Roma. Auguri a tutti Noi.

*Presidente della Camera Penale di Roma

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