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A gara di legal design, l’arte di rendere leggibili i documenti grazie alla grafica

Il legal design, arte di rendere leggibili e accessibili a tutti, grazie alla grafica, i documenti giuridici
È una vera innovazione, che coinvolge avvocati, comunicatori ed esperti di grafica. Dal 10 al 12 dicembre si svolgerà, on line, il primo “hackaton” italiano, una sfida (a squadre) di traduzione dei documenti giuridici con le regole della nuova disciplina. Lo organizza Legal hackers Roma, con la partecipazione del Garante della privacy
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Come “hackerare” un documento legale con il Legal design, la disciplina innovativa che utilizza il segno, la grafica, icone e immagini per rappresentare diritti/doveri e indicare prescrizioni di natura giuridica. Legal hackers Roma, il chapter romano della community mondiale di legal innovators (https://legalhackers.org/), con il patrocinio e la partecipazione del Garante per la Protezione dei Dati personali, organizza il primo hackathon nazionale in Legal Design, per promuovere nuove modalità di linguaggio e di espressione nel campo del diritto in modo da favorire inclusività, comprensione diffusa, semplificazione, efficienza.

I partecipanti all’hackathon (studenti universitari, laureati e professionisti che possiedano le necessarie competenze in almeno uno dei seguenti settori: legale, grafica/design, comunicazione) saranno chiamati a lavorare in squadre multidisciplinari per “tradurre” con le regole del legal design (user I mission I idea I prototipo I test) tre documenti giuridici “tipici”, redatti secondo logiche tradizionali: contratto; atto processuale; policy-challenge garante “Infoprivacy”.

In premio, per i primi tre classificati, buoni per acquisti Amazon, Spotify, Itunes, Google Play.

La challenge “Infoprivacy” promossa del Garante

Il Garante per la protezione dei dati personali ha promosso una delle challenge dell’hackathon, quella sulla Privacy Policy, definendo una mission specifica: ridurre di almeno il 50% i caratteri delle informative privacy delle principali piattaforme web e social (Google, Amazon, Facebook, WhatsApp) utilizzando anche icone, e altri elementi grafici e visivi.

Il Garante ha aderito a questa iniziativa, promossa da una community, per segnalare l’attenzione alle esigenze delle persone e la necessità di favorire, anche con strumenti innovativi, la trasparenza nella gestione dei loro dati da parte delle grandi piattaforme digitali. Così sarebbe davvero possibile consentire agli utenti di fare scelte libere e consapevoli.

La giuria, multidisciplinare, è composta da Pasquale Stanzione, presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei Dati Personali, Monica Palmirani, ordinario all’Università di Bologna, Massimo Temporelli, fisico- The FabLab e F…in Genius, Lara Ciccarelli, responsabile UX di Subito.it, Claudia Morelli, giornalista e legal communication e dissemination specialist (Avv4.0/Altalex), Paola Vitaletti, avvocato e co-founder di Visual Contract Italia, Giorgio Trono, avvocato e LH Milano, Eleonora Bruno, aspirante avvocato e presidente Elsa Roma.

“Senza consapevolezza effettiva dei diritti non c’è privacy. Promuovere la cultura della privacy e della consapevolezza dei diritti è uno dei compiti principali del Garante”, dichiara il presidente Stanzione.

“La community Legal hackers Roma è cresciuta moltissimo in questi due anni di attività, anche da remoto. Vogliamo contribuire, come community aperta a tutti, al superamento del digitale divide nel settore legale”, spiega Massimiliano Nicotra, professore a Tor Vergata, avvocato e cofondatoredel chapter romano di LH.Modalità organizzative. “Per questo organizziamo meet-up e formazione gratuita, anche in collaborazione con le istituzioni forensi e le università romane. Abbiamo organizzato questo evento per coinvolgere quanti più legal innovators possibile nella riflessione sul cambiamento che sta investendo anche il linguaggio giuridico, conseguente alla rivoluzione digitale e alla digitalizzazione degli atti/documenti giuridici. In questo contesto, però”, aggiunge Nicotra, “rimane attuale la necessità di accompagnare l’innovazione con la tutela dei diritti delle persone”.

Le modalità organizzative

L’hackathon si svolge on line, sulla piattaforma Zoom, nelle giornate dal 10 al 12 dicembre con queste modalità:

10 dicembre h. 18.00: apertura dei lavori e introduzione alle regole di hackathon;

11 dicembre: i team formati si riuniranno come meglio riterranno per sviluppare il progetto;

12 dicembre 16.30: Pitch di presentazione – Valutazione della Giuria – Premiazione

Come iscriversi

Il regolamento e la forma di iscrizione sono disponibili sul sito www.legalhackersroma.it.

I Partners

Partners del progetto sono Subito, Visual Contract Italia e Elsa Roma.

Il background: cos’è il legal design

Il legal design si propone di rendere più accessibili – non solo agli “addetti ai lavori” – testi di legge, formulari giuridici, documenti di compliance, condizioni di utilizzo, sentenze, contratti, ecc. attraverso un linguaggio comprensibile, anche tramite l’utilizzo di elementi grafici (dalle flowchart ai comics). Si pone obiettivi di trasparenza e di promozione della consapevolezza di qualsiasi soggetto giuridico in relazione ai propri diritti e doveri.

Il legale design è una materia multidisciplinare, che coinvolge avvocati, giuristi, designer, comunicatori, programmatori e sviluppatori.

Nasce nella Stanford Law School come metodo per avvicinare alla legge le minoranze etniche; in Europa si sviluppa a partire dall’University di Helsinki; l’Italia partecipa a progetti di ricerca con il Crisi di Bologna.

Il legale design si sta sviluppando come metodo di produzione di documenti giuridici destinati all’utilizzo via web (si pensi all’e-commerce), grazie alle caratteristiche di semplicità, immediatezza e trasparenza.

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