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Gli Usa, l’Italia e l’uso distorto della giustizia

Senza diritto c’è barbarie e prevaricazione. Il diritto - il corpo delle leggi - è garanzia contro la sopraffazione, è dignità delle persone.
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E poi ad un certo punto la statua della Giustizia – ieri da noi, ora negli Usa e nel mondo – si risveglia e agita la bilancia che tiene in mano.

Quando succede, vuol dire che la politica ha subito un colpo e il sistema rischia il collasso.

Eccesso di catastrofismo?

Forse. Ma se invece fosse? Il diritto nelle società democratiche media tutto.

Senza diritto c’è barbarie e prevaricazione. Il diritto – il corpo delle leggi – è garanzia contro la sopraffazione, è dignità delle persone. Non può essere usato come campo di battaglia per regolare i conti tra le leadership, le politiche che sottendono, e il rapporto con i cittadini, cioè con la sovranità popolare. Invece è esattamente quello che sta succedendo negli Usa e che su un versante opposto( ma che è l’altra faccia della medaglia) accadde da noi con Mani Pulite.

Se il diritto è garanzia, la politica è gestione del potere.

Agiscono in ambiti separati ed è un bene: ogni commistione o invasione di campo scardina l’equilibrio istituzionale.

Trump che fa causa alla Pennsylvania e “usa” il ministro della Giustizia per esigere il riconteggio dei voti e impedire la proclamazione di Joe Biden; o il presidente eletto che schiera eserciti di avvocati e studiosi di diritto per parare i colpi e magari restituirne qualcuno, sono l’esempio dell’uso distorto della giustizia che deriva dalla incapacità della politica di rispettare le regole che si è data. Il meccanismo giudiziario viene usato strumentalmente e, diciamolo, assai pericolosamente. E’ il morbo della demonizzazione dell’avversario e della delegittimazione senza se e senza ma, quello che sottende le mosse trumpiane. Alle quali Biden replica, necessitato.

Ma così si scardina il meccanismo democratico e la giustizia. Il suo utilizzo non è più la tutela dei diritti contro i soprusi bensì la continuazione con altri mezzi dello scontro politico: appunto con intenti delegittimanti.

La politica senza più bussole invade il campo della giustizia e la usa per annichilire l’avversario. In altri contesti e altre epoche ci fu chi qui da noi accusò la giustizia di invadere il campo della politica con l’intento di esercitare una supplenza di tipo etico e morale che non le compete. Il risultato non cambia. Ogni volta che la politica è debole e non più capace di esercitare il mandato conferitole dai cittadini, la giustizia viene usata come randello. Che dire? Brutto spettacolo. Ora e allora.

 

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