Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Cinque in cella a Poggioreale, uno è molto malato e arriva il Covid

Poggioreale
Detenuto a Poggioreale con la sacca per la colostomia che non viene cambiata spesso. L'avvocata Schettino ha presentato istanza per i domiciliari
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

È recluso nel carcere di Poggioreale, invalido al cento per cento su una sedia a rotelle, porta perennemente con sé una sacca per le feci che non gli viene sempre cambiata, creando così diversi problemi ai suoi quattro compagni di cella. Una tensione inevitabile visto che i detenuti devono convivere con l’odore delle feci che non di rado fuoriescono dalla sacca. D’altronde Marcello Esposito, così si chiama l’uomo, classe 1977, ha tante gravissime patologie, non verrebbe curato adeguatamente e, come se non bastasse, potrebbe aver contratto il Covid 19 visto che un suo compagno di cella, sintomatico, è risultato positivo al tampone. Un dramma nel dramma.Basterebbe leggere un estratto dalla documentazione sanitaria, dalla quale si evince che è affetto da «perforazione della parete anteriore del tratto distale del sigma con secondaria raccolta asessuale coperta, sottoposto a resezione del sigma, affondamento del moncone distale e colostomia fianco sinistro. Stato settico secondario, tromboembolia polmonare, paraparesi spastica ereditaria. Deficit di AT III (una rara patologia ereditaria che generalmente viene diagnosticata quando un paziente soffre di ricorrenti trombosi venose e embolie polmonari, ndr). Piccola cisti aerea del lobo polmonare inferiore sinistro, angiomi epatici, anamnesi di tossicodipendenza».

Presentata l’istanza per i domiciliari il 23 ottobre

L’avvocata difensore Carolina Schettino, il 23 ottobre scorso, ha presentato una istanza urgente alla magistratura di sorveglianza di Napoli per chiedere la detenzione domiciliare per gravi motivi di salute, l’articolo 47 ter, comma 1 ter dell’ordinamento penitenziario visto che ha una pena da scontare inferiore ai 4 anni. Esposito, non avendo la possibilità di essere accolto in un domicilio familiare, necessita di essere collocato in regime di detenzione domiciliare presso una struttura adeguata alla cura delle sue patologie. Struttura che l’avvocata Schettino ha trovato ed è subito pronta ad ospitarlo.

Un compagno di cella positivo al Covid

Ma com’è detto, nel frattempo è arrivata anche la notizia del Covid. A risultare positivo è un suo compagno di cella. Tra l’altro parliamo di Antonio Bevilacqua. Altra storia problematica che Il Dubbio ha già raccontato: si tratta di un uomo ridotto a larva umana per vie delle sue patologie fisiche e psichiche. Ora è stato messo in isolamento sanitario, perché appunto è positivo al Covid e con sintomi. Un disastro. Poggioreale è un contenitore di tutte queste drammatiche realtà, ma sembra che il carcere non sia più l’extrema ratio, ma una discarica di tutte quelle persone che i servizi sociali e sanitari non sono stati in grado di prenderseli a carico. Ora, per quanto riguarda Esposito, tra l’altro perennemente a rischio infezione visto la mancata assistenza alla persona per il cambio delle sue sacche per colostomia, il suo legale ha avanzato una istanza integrativa visto il pericolo Covid. «L’ulteriore protrarsi del regime detentivo – si legge – potrebbe compromettere la vita dell’Esposito poiché esposto quotidianamente al rischio di poter contrarre il virus, rischio palesatosi in concreto poiché proprio un compagno di cella è risultato essere positivo sintomatico con 37.8 di temperatura».

Rita Bernardini in sciopero della fame per chiedere la riduzione della popolazione carceraria

Nel frattempo a Poggioreale, carcere sovraffollato, è scoppiato anche un focolaio, tra detenuti e agenti si è arrivati a quasi 100 casi di positività al Covid. Non a caso il garante regionale Samuele Ciambriello, assieme al collega territoriali Pietro Ioia, ha chiesto che i detenuti con patologie particolarmente gravi e con età avanzata debbano uscire subito. «Le misure alternative al carcere sono la strategia che bisognerebbe adottare senza perdere altro tempo», chiedono con fermezza i garanti. Ma è una questione generale. I numeri dei contagi sono cresciuti vertiginosamente e i detenuti rimangono dentro. Per questo, Rita Bernardini del Partito Radicale, dalla mezzanotte di oggi, è in sciopero della fame per chiedere al Governo di ridurre la popolazione detenuta. «Si inventi quel che vuole – dichiara Bernardini -, amnistia, indulto, modifiche sostanziali al decreto Ristori con l’introduzione della liberazione anticipata speciale, nostra proposta presentata dal deputato Roberto Giachetti».

Ultime News

Articoli Correlati