Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Due miliardi per i settori più colpiti dalla stretta anti-Covid

Le risorse potrebbero essere inserite in un decreto già la prossima settimana
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

L’esecutivo ha previsto ristori per due miliardi di euro per i settori colpiti dalle nuove misure anti-Covid. Le risorse messe a disposizione di chi è costretto a tirare giù le saracinesche potrebbero essere inserite in un decreto già la prossima settimana. Il Dpcm con la nuova stretta, oggetto di un nuovo confronto tra Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza terminato in tarda serata, dovrebbe essere firmato oggi ed entrare in vigore già lunedì.

«Serve un’azione di ristoro immediata e soprattutto giusta. E serve una cassa integrazione puntuale. Lo faremo», ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un’intervista ad Avvenire, promettendo attenzione sulle misure per sostenere le attività che pagheranno la stretta. Poi si sbilancia su un nuovo fisco una volta chiusa l’emergenza Covid. «La sfida è una vera riforma fiscale che segni una fine e un nuovo inizio. È cambiare il rapporto fisco-cittadino. È capire che la riscossione non può essere un algoritmo. Che serve coscienza anche quando si chiede. Che ci sono famiglie che hanno dovuto scegliere tra una cartella e l’università dei figli o aziende che non hanno pagato il fisco per pagare uno stipendio. Finita la guerra al Covid bisognerà fare i conti con situazioni così e magari chiudere i conti con il passato». L’opzione ristoro arriva dopo la lettera inviata dalle Regioni a Palazzo Chigi, con la quale è stata contestata la chiusura di bar e ristoranti alle 18. Da qui la richiesta di forme di aiuto economico per tamponare le perdite. Rimane, dunque, valida l’idea di abbassare le serrande alle 18, nonostante le Regioni premessero per mantenere attive le attività di ristorazione fino alle 23, ma salta la chiusura festiva: attività aperte, ma sempre fino alle 18, anche il sabato e la domenica, mentre è confermata la chiusura di cinema, teatri, palestre e piscine, decisa nel corso della riunione tra il presidente Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza, terminata solo a tarda notte. Ma la trattativa è stata aggiornata a stamattina.

La Didattica a distanza per le superiori è disposta al 75%, mentre le Regioni chiedono che si arrivi al 100%. Asili nido, scuole dell’infanzia, elementari e medie resteranno, invece, aperte. Sospesi gli spettacoli aperti al pubblico, al chiuso e all’aperto, chiuse le discoteche e le sale da ballo. Vietate le feste, al chiuso e all’aperto, anche dopo matrimoni e comunioni. Stop a sale giochi, sale scommesse, bingo e casinò. Rimangono aperti i musei. Manifestazioni pubbliche consentite soltanto in forma statica e con rigide modalità di contenimento. Le piazze dei centri urbani, di fronte alla presenza di una folla non distanziata, possono essere chiuse dalla questura dalle ore 21 garantendo l’accesso ai negozi e alle abitazioni private.
Fortemente raccomandato non ricevere a casa persone diverse dai conviventi. Se arrivano esterni «per ragioni di lavoro o urgenze», è «fortemente raccomandata la mascherina anche nelle abitazioni private». Stop ai prossimi concorsi pubblici in presenza, eccetto quelli medici e della Protezione civile. Possono proseguire le prove già iniziate e che hanno ricevuto il benestare del Cts, come il concorso straordinario per docenti precari.

 Spostamenti limitati tra Comuni e chiusure anticipate. Ecco le bozze del nuovo Dpcm

Ultime News

Articoli Correlati