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Festa dei nonni 2020, a che punto siamo con i diritti degli anziani post pandemia?

La Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minori pubblica un decalogo che riassume le attività rivolte alla salvaguardia dei soggetti più fragili
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«I nonni sono cinta di trasmissione del “lessico familiare” della cultura familiare, snodo per la costruzione dell’identità delle persone di età minore. Possono assicurare e dispensare cura, affetto, tenerezza insegnando le cose che non ci sono più alla luce di quelle che ci sono ancora, costruendo così nel rapporto con i nipotini il necessario ponte tra passato, presente e futuro che fa di ogni essere umano non un punto sospeso nel nulla ma un protagonista della storia». In occasione della Festa dei nonni 2020, che ricorre oggi 2 ottobre,  la Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minori celebra con queste parole la commemorazione dei nostri anziani e precisa: «Nel ricordare i nonni come insostituibile risorsa affettiva, e non solo, delle nostre famiglie, è doveroso ricordare quanti ci hanno lasciato a causa della pandemia di Coronavirus, ma anche pensare a chi invece c’è e lotta insieme ai propri figli e nipoti in questo momento di profonda crisi economica e sociale, sostenendoli ed aiutandoli».

«Dobbiamo promuovere riforme che tengano conto in modo sistematico della condizione degli anziani e della loro crescente fragilità e vulnerabilità», sottolineano gli avvocati, autori di un decalogo che riassume l’attività rivolta alla salvaguardia degli anziani. Nello studio si evidenzia non solo il tema della solitudine a cui sono soggetti nelle Rsa, come confermano le ultime ricerche dell’Istituto superiore di sanità, ma anche l’importanza dell’utilizzo delle nuove tecnologie come una delle soluzioni a questo problema. «I nipoti crescono e i nonni, o gli anziani in generale spesso vivono soli, isolati, senza contatti con altre persone, neppure telefonici – spiegano i legali di famiglia – i più fortunati se non altro “economicamente” posso usufruire della compagnia di badanti che, spesso ottime persone, parlano però una diversa lingua, provengono da Paesi e culture diverse ed è difficile costruire per l’anziano, di per sé più rigido, una relazione effettiva». «Tenendo però conto che molti anziani, per il loro pregresso lavorativo, non hanno dimestichezza con questi strumenti, che quindi vi sono nuove barriere multimediali che debbono essere considerate ai fini del loro superamento e che, comunque, la relazione multimediale non può sostituire, per i soggetti vulnerabili in particolare, come sono le persone di età minore da una parte e quelle di terza e quarta età, la relazione fisica che si esprime nella tenerezza insostituibile dell’abbraccio», concludono.

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