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Zinga, Di Maio e Conte schivano la spallata di nemici interni e opposizioni

Salvini fallisce la spallata ed è solo un pallida copia dei bei tempi del Papeete
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Se è vero che in politica due più due non fa mai quattro e che i voti si pesano e non si contano, allora questo probabile pareggio alle regionali ha tre vincitori e due perdenti.

Il primo a tirare un sospiro di sollievo è il premier Giuseppe Conte il quale, grazie alla vittoria referendario del governista Di Maio e quella sui territori del Pd di Zingaretti (le vittorie di Toscana e Puglia, se dovessero essere confermate, non erano affatto scontate), si ritrova, almeno sulla carta, con un governo più stabile e sicuro di sé.

Gli altri due vincitori, come detto, sono Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti. Il primo, Di Maio, ha puntato tutto sulla facile vittoria del sì al referendum evitando sgambetti alla Di Battista che ha provato a guastare la festa a Emiliano in Puglia: un’eventuale sconfitta di Emiliano per “colpa” dei grillini, avrebbe avuto ripercussioni pesantissime sull’asse di governo Pd-5Stelle.

L’altro vincitore, Nicola Zingaretti, può mettere la bandierina su due regioni date per perse e, nello stesso tempo, ricacciare indietro l’Opa annunciata del governatore emiliano Stefano Bonaccini che si muoveva in minacciosa in cordata con Renzi e transfughi vari del Pd.

A destra, invece, c’è un unico sconfitto: Matteo Salvini. Il crollo costante del leader leghista sembra ormai irrefrenabile e i giorni allegri del Papeete sono un pallido ricordo dei bei tempi andati…

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