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Rientro in classe tra caos graduatorie ed esoneri. La scuola riparte con «un buco di 50mila insegnanti»

I docenti precari in piazza a Montecitorio e viale Trastevere: chiedono una procedura semplificata di assunzione che non passi per il concorso selettivo indetto dal ministero
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A pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico i docenti precari della scuola sono ancora in piazza. Oggi 35 sigle dei coordinamenti dei precari si sono dati un doppio appuntamento che li vede stamattina di fronte alla Camera dei deputati e nel pomeriggio a viale Trastevere davanti al Miur. Dopo un’estate calda per il mondo della scuola che si sta preparando per una ripartenza in sicurezza dopo mesi di chiusura a causa della pandemia, i docenti chiedono di tornare al centro del dibattito perchè «la qualità della scuola non la fanno i banchi con le rotelle».

Di fronte ai numeri che mostrano un buco di 50 mila docenti a inizio anno, i precari con più di 36 mesi di servizio chiedono un riconoscimento e una procedura semplificata di assunzione che non passi per il concorso selettivo indetto dal ministero. I numeri parlano chiaro: il nuovo anno scolastico inizierà con almeno 200 mila docenti precari, dei quali circa 70 mila vantano almeno 3 anni e in base alla direttiva CE 70/1999 avrebbero diritto alla stabilizzazione.  «Noi già firmiamo atti e prepariamo i ragazzi agli esami di Stato. Ora perché di colpo non saremmo idonei all’insegnamento?» chiede dal megafono, Giusi Versace, insegnante precaria in piazza. E un’altra aggiunge: «Un test di 60 minuti non basta a dimostrare le competenze acquisite in mesi di insegnamento in aula. E se sbagliamo i test, che fine facciamo?». Questa è una piazza che gli organizzatori hanno voluto senza sigle sindacali e senza partiti, tanto che ad alcuni parlamentari della Lega che si sono affacciati non è stato consentito di parlare. Mentre a fianco degli insegnanti scendono in piazza anche gli studenti: «Serve continuità alla scuola. Tanti ministri e poche soluzioni, basta ora servono soluzioni concrete», ha detto una studentessa al microfono.

«Sarebbe dovuta essere una rivoluzione copernicana destinata a migliorare di gran lunga il meccanismo delle nomine dei supplenti e, invece, si è rivelato un pasticciaccio brutto che sarà foriero di innumerevoli ricorsi», commenta Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito al caos provocato dagli errori di sistema nell’inserimento online delle domande nelle graduatorie provinciali per le supplenze, annunciando che, insieme con gli altri sindacati, è in fase di elaborazione una diffida indirizzata al ministero dell’Istruzione. Tante le criticità emerse con la nuova procedura introdotta quest’anno, viene sottolineato, tra cui l’affidamento della validazione delle istanze alle scuole polo «le cui segreterie – afferma Di Meglio – si sono ritrovate con migliaia e migliaia di domande da esaminare, una mole di lavoro umanamente impossibile da smaltire entro i tempi troppo ristretti imposti da viale Trastevere». «Proprio per non rischiare di sforare i tempi, il ministero dell’Istruzione non ha previsto la pubblicazione delle graduatorie provvisorie, negando così la possibilità di rettificare e integrare le domande. Un passaggio – prosegue il coordinatore nazionale della Gilda – che invece sarebbe stato fondamentale proprio quest’anno per l’avvio del nuovo sistema informatizzato. Il risultato è che le istanze presentate contengono numerosi errori, molti dei quali commessi a causa dell’impostazione sbagliata assegnata in origine dal Ministero alle domande, e ciò farà proliferare i contenziosi». A complicare ulteriormente l’inizio dell’anno scolastico, anche la questione dei lavoratori fragili «sulla cui definizione si attendono ancora lumi dai ministeri del Lavoro e della Salute. E intanto le scuole hanno riaperto tra corsi per il recupero degli apprendimenti e collegi dei docenti», conclude Di Meglio.

Sulla questione dei lavoratori fragili interviene la segretaria nazionale di Flc Cgil, Francesca Ruocco, la quale smentisce che ci siano già state migliaia di richieste di esonero in vista dell’avvio dell’anno scolastico «Non ci sono ancora dei dati ma a noi non risulta nulla di questo tipo. I feedback che riceviamo smentiscono questo allarme», dichiara Ruocco. «Anzi – spiega – il riscontro che abbiamo dai nostri iscritti e i feedback che ci arrivano dagli uffici scolastici territoriali in realtà ci dicono che il fenomeno è molto contenuto». Ma la Cgil punta il dito contro il ministero dell’Istruzione: «C’è un ritardo del ministero che il 6 agosto si era impegnato “tempestivamente” a emanare una circolare per dire cosa fare. E invece ancora manca». Sulla circolare relativa ai lavoratori fragili, proprio in queste ore stanno lavorando Inail e ministero della Salute. Quando sarà pronta, i sindacati saranno convocati insieme alle altre parti in causa, proprio al ministero dell’Istruzione per un confronto. «Chiunque fornisce oggi dei dati – prosegue la segretaria nazionale di Flc Cgil – dice una sciocchezza». E spiega: «Se io sono un lavoratore con una patologia, devo fare richiesta al mio dirigente scolastico. Ora c’è finalmente un personale medico per ogni singola scuola, come avevamo chiesto, per la vigilanza medica. Quindi, il medico competente valuta il lavoratore fragile e dice che non ci sono rischi oppure che quel lavoratore può andare a scuola ma con una protezione in più, ad esempio con una mascherina Ffp2 e non chirurgica; mentre se è un caso più grave, è immuno depresso, allora potrà lavorare solo da casa. Ma ora non ci sono dati certi perchè tutte le scuole dovrebbero comunicare i dati agli uffici scolastici territoriali, questi dovrebbero comunicarli agli uffici scolastici regionali e poi al ministero. E in questo momento di piena organizzazione delle scuole, in vista dell’apertura, non avrebbe senso fare questo iter burocratico». «Io per dire – racconta – in queste ultime due settimane ho ricevuto appena 3 mail di richieste da lavoratori fragili, mentre ne ho ricevute una marea sulle graduatorie provinciali».

«Altra cosa importante da sottolineare – spiega ancora – è che non è che quelli che hanno piu di 55 anni sono fragili». «Il problema vero – aggiunge ancora Francesca Ruocco – è che il 1 settembre le scuole sono riaperte con più di 200 mila posti vacanti. Purtroppo è una responsabilità del ministero. Siamo molto in ritardo, vi sono tutte le emergenze legate all’organico aggiuntivo, alle risorse, ai dispositivi, agli spazi… tutte cose che si sapevano già da marzo-aprile. Il ministero è arrivato molto in ritardo e non ha chiesto risorse necessarie» denuncia. «C’è molta fibrillazione e preoccupazione da parte delle famiglie che loro sì sono preoccupate per i figli che non stanno bene» conclude.

Sul caos venutosi a creare sulle graduatorie per le supplenze le segreterie nazionali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno inviato un telegramma alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. «A seguito della avvenuta pubblicazione gps e del riscontro di evidenti errori nei punteggi – scrivono i sindacati – per consentire alle scuole la possibilità di copertura di tutti i posti sin dal primo giorno di scuola, è fondamentale non adottare alcun provvedimento sulla base delle nuove gps e a considerare tuttora vigenti le attuali graduatorie di istituto, fornendo Immediate indicazioni agli UU.SS.RR.,al fine di garantire un regolare avvio dell’anno scolastico».

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