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Addio a Philippe Daverio, lo storico dell’arte aveva 70 anni

Docente e saggista, era stato assessore alla cultura del comune di Milano
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È morto stanotte all’istituto dei Tumori di Milano lo storico e critico dell’arte Philippe Daverio. Aveva 70 anni. A renderlo noto è stata sul suo profilo Facebook la regista teatrale Andrèe Ruth Shammah, direttrice del Teatro Parenti di Milano.

«Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera», scrive su Facebook il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. «L’ho visto all’opera in tanti frangenti – sottolinea Sala – non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero. Soprattutto Milano e l’Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell’arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore. Grazie, Philippe, and ’save Italy’».

Nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia, Daverio è stato anche assessore del Comune di Milano dal 1993 al 1997 nella giunta Formentini, con le deleghe alla Cultura, al Tempo Libero, all’Educazione e Relazioni Internazionali, e si è occupato della ricostruzione del Padiglione d’Arte Contemporanea distrutto a seguito dell’esplosione della bomba avvenuta il 27 luglio 1993 partendo dalla ricerca degli sponsor al coordinamento degli interventi sia tecnici sia amministrativi.

Dal 1993 al 1997 è stato assessore alla Cultura del Comune di Milano, dove si è occupato soprattutto del restauro e del rilancio del Palazzo Reale e della ricostruzione del Padiglione d’Arte Contemporanea distrutto a seguito dell’esplosione della bomba mafiosa del 27 luglio 1993. Opinionista per «Panorama», «Liberal», «Vogue», «Gente», consulente per la casa editrice Skira, Daverio si è sempre definito uno storico dell’arte. In questa veste lo scopre il pubblico televisivo di Rai3: nel 1999 in qualità di ’inviato specialè della trasmissione «Art’è», nel 2000 come conduttore di «Art.tù», poi autore e conduttore di «Passepartout», programma d’arte e cultura che ha avuto grande successo e notevole riconoscimento di critica e di pubblico. Si è occupato inoltre di strategia ed organizzazione nei sistemi culturali pubblici e privati e svolge attività di docente: è stato incaricato di un corso di storia dell’arte allo Iulm di Milano e ha tenuto corsi di storia del design al Politecnico di Milano. Dal 2006 era professore ordinario di sociologia dei processi artistici alla Facoltà di Architettura (dipartimento Design) dell’Università degli Studi di Palermo. Nel 2008 era stato nominato direttore della rivista d’arte «Art e Dossier» della casa editrice Giunti. Nel 2010 è stato anche autore e conduttore di «Emporio Daverio» su Rai5, una proposta di invito al viaggio attraverso le città del Belpaese, un’introduzione al museo diffuso ed uno stimolo a risvegliare le coscienze sulla necessità di un vasto piano di salvaguardia. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui figurano: «Il Museo Immaginato» (Rizzoli, 2011), «Il Secolo lungo della Modernità» (Rizzoli, 2012), «Guardar lontano veder vicino. Esercizi di curiosità e storia dell’arte»

 

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