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Erdogan vieta anche le lacrime per l’avvocata Ebru Timtik

Il ministro dell'Interno del governo turco ha definito una «terrorista» Ebru Timtik, l’avvocata morta nelle carceri di Erdogan, e ha denunciato l’ordine degli avvocati di Istanbul per averla commemorata
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Non c’è pace per gli avvocati turchi, di nuovo nel mirino del governo. Questa volta a scatenare le ire del ministro dell’Interno, Süleyman Soylu, è la solidarietà espressa dagli ordini alla collega Ebru Timtik, morta dopo 238 giorni di digiuno di protesta per ottenere un processo equo. Soylu ha definito una «terrorista» l’avvocata morta, denunciando l’ordine degli avvocati di Istanbul per averla commemorata.

«Condanno fermamente queste manifestazioni e denuncio coloro che appendono la fotografia di un membro di un’organizzazione terroristica sulla facciata dell’Ordine degli avvocati di Istanbul», in quanto contrari «ai valori della nazione». La foto di Timtik è stata subito rimossa dalla polizia. Anche il ministro della Giustizia Abdülhamit Gül ha attaccato gli avvocati di Istanbul, definendo «inaccettabile che l’associazione degli avvocati stia diventando il cortile di organizzazioni illegali e marginali».

Intanto, mentre la protesta degli avvocati continua, dall’Europa arrivano segnali tiepidi. L’Associazione nazionale magistrati ha espresso «sgomento» per la morte di Timtik, esprimendo «profonda solidarietà nei confronti di chi lotta quotidianamente contro regimi totalitari per il rispetto delle libertà democratiche e il diritto ad un processo giusto ed imparziale». L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici ha definito «insufficiente» l’impegno profuso per ottenere il rispetto dei diritti in Turchia, impegnandosi a continuare la lotta per «per il diritto alla difesa, per un giusto processo e contro la tortura dei detenuti politici per la quale la Collega ha dato la vita». Da Bruxelles è arrivata la richiesta di rispettare i diritti dopo la morte dell’avvocata, con l’Ue che si è detta «rattristata» per la morte dell’attivista, invitando la Turchia ad affrontare le preoccupazioni sul mancato rispetto dei diritti umani. La Francia ha espresso «sgomento», ribadendo la richiesta dell’Ue, mentre il Pse si è detto «scioccato e rattristato». Il presidente Sergei Stanishev ha dichiarato: «È atroce morire per difendere il proprio diritto a un giusto processo in Europa, nel ventunesimo secolo. Il popolo turco merita democrazia, libertà civili e rispetto dello Stato di diritto. Tutti questi sono diritti che il presidente Erdogan nega al suo popolo». Dai Coa italiani continuano, intanto, ad arrivare messaggi di cordoglio e di sostegno all’avvocatura turca.

«Siamo profondamente addolorati per la perdita della nostra collega avvocata Ebru Timtik. – ha scritto in una nota il Coa di Venezia -. Le sue richieste di giustizia sono state supportate da molti. Noi organizzazioni di tutto il mondo vogliamo porgere le nostre condoglianze alla sua famiglia, agli amici e colleghi con cui ha lavorato su questioni relative ai diritti umani e rendere omaggio al suo lavoro dedito a proteggere i diritti degli altri e promuovere il rispetto per uno Stato di diritto. La nostra lotta per ottenere il rilascio del suo collega Aytac Unsal continua».

 

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