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Il cordoglio di tutta l’avvocatura italiana per la morte della collega Ebru Timtik

Ebru Timtik
Il Cnf: «La Turchia rispetti i principi dell'Onu»
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«Esprimiamo cordoglio alla famiglia della collega turca Ebru Timtik, morta in stato di detenzione dopo 238 giorni di sciopero della fame». Con queste parole il Consiglio Nazionale Forense manifesta il dolore, la vicinanza e la solidarietà dell’avvocatura italiana.

Condannata lo scorso anno a più di 13 anni di carcere per «appartenenza a un’organizzazione terroristica», Ebru Timtik, 42 anni, si è spenta la sera del 27 agosto in ospedale dopo una lunga battaglia per un equo processo.

«Il Cnf – si legge nella nota – continuerà la propria azione di denuncia e sostegno ai colleghi che si battono per il libero esercizio della professione di avvocato, compromesso anche dalla recente riforma degli ordini professionali in Turchia». In sinergia con il Consiglio degli ordini forensi europei ( Ccbe) e con l’Osservatorio internazionale avvocati in pericolo (Oiad), il Cnf chiede ancora una volta il rispetto dei diritti della difesa «inibiti e reiteratamente violati nei processi in cui sono stati coinvolti i colleghi» e invita le autorità turche «a rispettare i principi dell’Onu a sostegno del ruolo degli avvocati adottati a L’Avana nel 1990». «Chiediamo inoltre – continua il comunicato – l’immediata scarcerazione di Aytac Unsal, collega coimputato condannato a 10 anni e 6 mesi di reclusione, che versa in gravi condizioni di salute».

«Ebru era una collega combattente e oggi la piangiamo, dopo esserci uniti nei numerosi appelli per la sua scarcerazione. Perché il suo non sia stato un inutile sacrificio e perché chi ha la responsabilità dei rapporti istituzionali nel settore giustizia anche con questi paesi faccia sentire la sua vibrante protesta e la sua profonda indignazione», scrive in una nota il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino. «Quando muore un avvocato, muoiono i diritti dei cittadini», denunciando invece gli avvocati romani. In una nota il Coa capitolino esprime «il pieno sostegno alla causa rappresentata» da Ebru Timtik, «martire dei diritti», e ricorda il collega Aytac Unsal. Cordoglio anche da parte dell’Ordine di Milano, che aveva già espresso vicinanza ai colleghi turchi «attraverso la firma della lettera indirizzata alla Presidenza della Corte penale turca». Per l’Ordine Distrettuale degli Avvocati di Catanzaro la morte di Ebru Timtik costituisce «l’ennesimo grave sacrificio umano intervenuto a danno di un avvocato coraggioso e, che aveva lottato per la difesa dei diritti civili di tutti, sino alla sua morte». «Ebru farà parlare l’intero mondo di sé e, l’intero mondo saprà che in Turchia una Donna Avvocato ha sfidato uno Stato, fino a metterlo a nudo», conclude il Consiglio dell’Ordine di Catanzaro.

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