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Wisconsin, la polizia spara ad un afroamericano alla schiena: scoppia la protesta

La Polizia spara ad un afroamericano a Kenosha
In rete il video dell'agente che esplode sette colpi contro l'uomo, ferito gravemente: dichiarato il coprifuoco
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Ancora violenza sugli afroamericani negli Usa ad opera degli agenti di polizia. A ridestare le proteste, dopo l’omicidio di George Floyd, è  il ferimento di un altro afroamericano negli Stati Uniti, come denuncia un nuovo video ripreso da un telefono cellulare. Il fatto è successo ieri pomeriggio a Kenosha, in Wisconsin, dove gli agenti, che erano stati chiamati sul posto per un lite familiare, hanno sparato sette volte alle spalle un afroamericano che stava cercando di entrare nella propria auto. L’uomo, che il governatore Tony Evers ha identificato come Jacob Blake, è in condizioni gravi. Secondo un testimone intervistato da una tv locale, l’uomo stava cercando di sedare la lite. Il video mostra i vicini raccolti fuori dall’abitazione dove era in corso la lite e gli agenti che tirano fuori le pistole mentre Blake si avvicina ad un Suv grigio e sparano quando apre la portiera del guidatore. Secondo il Kenosha News, in auto erano presenti i figli dell’uomo.

 

 

L’evento ha provocato l’esplosione di una violenta protesta, che ha indotto le autorità del Wisconsin a dichiarare il coprifuoco nella città di Kenosha. Lo stato ha aperto un’indagine penale sul caso. «Gli agenti di polizia coinvolti sono stati messi in congedo amministrativo», ha reso noto il dipartimento di Giustizia dello Stato. La vittima, un padre di famiglia di nome Jacob Blake, è stato portato in elicottero in un ospedale di Milwaukee ed è in gravi condizioni.

Il governatore Tony Evers ha rilasciato una dichiarazione sulla sparatoria nella tarda serata di domenica. «Stasera, Jacob Blake è stato colpito alla schiena più volte, in pieno giorno, a Kenosha, nel Wisconsin. Kathy e io ci uniamo alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi vicini sperando sinceramente che non soccomberà alle sue ferite. Anche se non abbiamo tutti i dettagli ancora, quello che sappiamo per certo è che non è il primo uomo o persona di colore ad essere stato colpito, ferito o ucciso senza pietà per mano di persone nelle forze dell’ordine nel nostro stato o nel nostro paese », ha detto Evers. «Siamo con tutti coloro che hanno e continuano a chiedere giustizia, equità e responsabilità per i neri che vivono nel nostro paese, vite come quelle di George Floyd, di Breonna Taylor, Tony Robinson, Dontre Hamilton, Ernest Lacy e Sylville Smith. E siamo contrari all’uso eccessivo della forza».

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