Commenti 21 Aug 2020 21:00 CEST

Referendum, comunque vada ha vinto il Pifferaio

Adesso qualcuno si accorge che, senza una adeguata legge elettorale, non saranno rappresentate intere aree, né intere minoranze

Il povero Gramsci teorizzava il partito come un intellettuale collettivo, con l’obiettivo di stabilire la sua egemonia culturale sull’intera società.

Adesso i partiti sono stati distrutti, non c’è più l’intellettuale collettivo, sostituito ( politicamente) dall’ignorante collettivo. Il quale è diventato tale grazie soprattutto ( ma non solo) al MoVimento. Il quale ha stabilito la sua egemonia sì, ma della non cultura. Conduce la “lotta di classe” non contro i capitalisti, ma contro la politica.

L’esempio più attuale? La Casta che finisce per combattere contro se stessa: il Parlamento infatti ha punito i parlamentari passati, presenti e futuri.

A simbolo di tutto ciò, abbiamo visto le forbici agitate in piazza da Luigi Di Maio per celebrate il taglio dei deputati e senatori.

Adesso qualcuno si accorge che, senza una adeguata legge elettorale, non saranno rappresentate intere aree, né intere minoranze. Sarà possibile che ristrette maggioranze, ancorché improvvisate, potranno cambiare la Costituzione facendone a pezzi le garanzie.

Ma ormai è tardi. Come il pifferaio di Hamlin, Grillo ha condotto una intera classe dirigente politica a fare harakiri, inabissandosi nel fiume del populismo.

 

 

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