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“Io, cacciata dalla polizia per un tatuaggio cancellato farò ricorso alla Cedu”

Il caso di Arianna Virgolino, 31 anni, che era in forza alla sottosezione di Guardamiglio (Lodi) della polizia Stradale finché non è stata allontanata dalla polizia di Stato per un tatuaggio già rimosso,
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“Sono pronta a presentarmi anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo e ho tempo fino a novembre per far ripartire il mio ricorso” dice Arianna Virgolino, 31 anni, che era in forza alla sottosezione di Guardamiglio (Lodi) della polizia Stradale finché non è stata allontanata dalla polizia di Stato per un tatuaggio già rimosso, sulla base di una sentenza del Consiglio di Stato. Dice ora: “Le abbiamo provate tutte”. “Sarei disposta a rinunciare a ogni forma di risarcimento – conclude Virgolino, che nel 2019 fu anche riconosciuta con un encomio per meriti di lavoro fuori servizio – pur di tornare in polizia”

Castelli e Salvini: reintegratela

“ Questa mattina ho letto la storia di Arianna, una giovane poliziotta sospesa per un vecchio tatuaggio, rimosso da tempo.Ho una passione per i tatuaggi, che non ho mai nascosto, motivo per il quale questa notizia ha catturato la mia attenzione. Pur di raggiungere un sogno, quello di entrare a far parte della Polizia di Stato, ha cancellato un tatuaggio, sottoponendosi a dolorose sedute laser. Premesso che non dovrebbero essere aspetti “estetici” a determinare l’appartenenza, o meno, alle nostre forze di polizia, se oggi le regole dicono che per fare il poliziotto non devi avere tatuaggi visibili, lei non ne ha. Tra l’altro, la situazione è radicalmente mutata rispetto a quando si è avviato l’iter giudiziario: il tatuaggio non è visibile e Arianna ha lavorato in Polizia. Sembrerebbero, quindi, venuti meno i presupposti per l’esclusione dal concorso. Ciò nonostante le hanno chiesto di lasciare per sempre pistola e distintivo”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, postando un articolo del Corriere della Sera. “Anche per questo – aggiunge – sentirò il Ministro dell’Interno Lamorgese, affinché faccia tutti gli approfondimenti del caso e possa valutare di rinunciare ad eseguire la sentenza. Ad Arianna, ed ai suoi colleghi che si trovano nella stessa condizione, auguro di poter chiarire la situazione e tornare presto a servire il nostro Paese”.

”Un tatuaggio, peraltro cancellato, non trasforma una poliziotta meritevole di encomio in un elemento da allontanare. La vicenda di Arianna Virgolino, raccontata oggi dai media, è incredibile: auspico che la decisione del Consiglio di Stato possa essere rivista. Servono saggezza ed equilibrio: le persone capaci, in buonafede e perbene non vanno cacciate ma valorizzate, soprattutto se amano la divisa come dimostra Arianna”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, intervenendo sulla vicenda della poliziotta sospesa nel novembre 2019, poco dopo aver ricevuto un encomio per aver sedato una rissa, a causa di un piccolo tatuaggio cancellato due anni prima ma che è stato sufficiente a farle toglierle il distintivo.

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