Commenti 13 Aug 2020 19:00 CEST

Furbetti 2/ I capi “selezionatori” sono archiviati, è rimasto il nulla

Erano una scuola di rigore, educazione e ricerca della precisione e della competenza. Esattamente l’opposto di quello che avviene oggi nella scelta della classe politica a cui bastano 13 click per diventare parlamentari

Mi iscrissi al Partito Comunista Italiano nel 1981, dopo una stagione nel movimento studentesco e nell’estrema sinistra a Torino. Dopo una zuffa ideologica con l’allora sindaco Diego Novelli, nella mia sezione, la quarantesima di Borgo San Paolo, un compagno mi disse che Armando Cossutta voleva conoscermi a Roma. L’ incontro fu nel suo ufficio a Palazzo Giustiniani, presso il Senato.

L’impressione fu quella di un profondo colloquio a cui seguì, a Milano, un vero e proprio interrogatorio tenuto da alcuni vecchi e prestigiosi compagni: Alessandro Vaia, comandante delle Brigate Garibaldi in Spagna; Arnaldo Bera, senatore e stretto collaboratore di Pietro Secchia, l’organizzatore del Pci e antagonista di Palmiro Togliatti; Peppino Sacchi, segretario della Camera del Lavoro di Sesto San Giovanni.

Sapevano tutto di me, eppure continuarono con impulso inquisitorio a farsi ripetere vita, morte e miracoli della mia vita.

Questa era la scuola con cui venivano scelti i futuri dirigenti del partito: in questo caso, della cosiddetta frazione filosovietica.

Una vera e propria scuola di rigore, educazione e ricerca della precisione e della competenza. Esattamente l’opposto di quello che avviene oggi nella scelta della classe politica a cui bastano 13 click per diventare parlamentari ( ed il riferimento a madre e figlio, rispettivamente senatrice e deputato del MoVimento Cinquestelle nella scorsa legislatura e ´ volutamente non casuale).

Solo dopo aver fatto cenno ad un ricordo di circa 40anni fa, si può` capire cosa penso dei cosiddetti furbetti che hanno sommato il bonus da 600 euro con il loro lauto reddito da parlamentari.

Da un lato la questione morale, da un altro la totale incompetenza di chi ha legiferato in modo cosi` maldestro da consentire questa vergogna.

Bastava prevedere un tetto reddituale per chi avrebbe potuto usufruire del bonus, oppure esigere la pubblicazione dei loro nomi da parte del presidente Fico che, evidentemente, non sa che i redditi dei parlamentari devono essere resi pubblici per legge.

E quindi il mistero sulla loro identita` si potrebbe risolvere immediatamente.

La furbizia di personaggi indegni fa esattamente il paio con l’ incompetenza di una classe politica totalmente inadeguata a governare il Paese in uno dei periodi peggiori della sua vita politica e sociale.

* Segretario generale del Partito Comunista.

 

 

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