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Nuovo ponte di Genova, i familiari delle vittime: «Vigileremo finché giustizia non sarà fatta»

Oggi l'inaugurazione della struttura a due anni dalla tragedia. Tre minuti di silenzio per le vittime
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Due anni dopo quel tragico giorno, che portò via con sé 43 vita, il ponte di Genova San Giorgio sarà riconsegnato alla città. Il viadotto è stato completato in 15 mesi di lavori no-stop e sarà riconsegnato alla città oggi pomeriggio, con una cerimonia inaugurale che inizierà alle 18.30. Arriveranno in città le più alte cariche dello Stato per prendere parte alla cerimonia, che si svolgerà nel segno della sobrietà come chiesto dai familiari delle vittime del Morandi. Il nuovo viadotto sul Polcevera, disegnato da Renzo Piano e costruito da Webuild e Fincantieri, ricuce lo skyline della vallata, tornando ad unire la città da ponente e levante. A salutare l’inaugurazione, dopo la cerimonia, le frecce tricolori che porteranno nel cielo di Genova il vessillo di San Giorgio, la croce rossa in campo bianco simbolo della città. E poi la nave scuola Amerigo Vespucci, della Marina Militare, che al tramonto davanti a Genova si illuminerà con il tricolore.
Sul piccolo palco che verrà allestito sul viadotto parteciperanno alla cerimonia il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e le autorità locali, il sindaco e commissario alla ricostruzione Marco Bucci, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. In tutto sono circa 500 i posti previsti per gli invitati. Il Capo dello Stato poco prima dell’inizio della cerimonia incontrerà privatamente i familiari delle vittime del Morandi, che non parteciperanno all’inaugurazione pubblica.

La cerimonia di oggi

La cerimonia inizierà con l’inno nazionale, proseguendo con la lettura dei nomi delle 43 vittime del disastro del 14 agosto 2018, cui seguiranno tre minuti di silenzio. Poi verrà eseguita per la prima volta una versione inedita di “Creuza de ma”, realizzata su iniziativa di Dori Ghezzi e con la collaborazione di 18 grandi artisti italiani tra cui Mina, Zucchero, Diodato, Gianna Nannini, Mauro Pagani, Giua, Vinicio Capossela, Vasco Rossi, Paolo Fresu, Vittorio De Scalzi, Jack Savoretti, Antonella Ruggiero, Francesco Guccini, Ivano Fossati, Ornella Vanoni, Giuliano Sangiorgi, Cristiano De André, Sananda Maitreya. Sul palco sono previsti gli interventi del sindaco Marco Bucci, del governatore Giovanni Toti, di Renzo Piano e al termine del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Dopo il momento del taglio del nastro si terrà la benedizione del viadotto da parte del nuovo vescovo di Genova, monsignor Tasca. Sulla cerimonia pesa l’incognita del maltempo: oggi sulla Liguria è stata emanata un’allerta meteo gialla per piogge e temporali che riguarderà la zona di Genova dalle 6 del mattino alle 22.

I familiari delle vittime: «Attenzione alta finché giustizia non sarà fatta»

 

«Ogni volta che passiamo sotto questo nuovo ponte o lo vediamo, non possiamo che rimanere allibiti e amareggiati, perché tutta questa tecnologia messa in campo, i sistemi di controllo per la sicurezza, che si spera siano lasciati sempre in funzione, potevano essere fatti prima sacrificio di 43 persone». Lo dice all’Italpress Egle Possetti, portavoce del Comitato Vittime del Ponte Morandi, che nel crollo del 14 agosto 2018 ha perso i due nipoti Manuele e Camilla, la sorella Claudia e il cognato Andrea. Oggi, nel giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte San Giorgio alla presenza delle più alte cariche dello Stato, i familiari delle vittime incontreranno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle ore 17.15 in prefettura, un’ora prima della cerimonia. «È lui che ha chiesto di incontrarci, forse ha qualcosa da dirci – spiega Possetti -. Da parte nostra, gli esprimeremo le nostre sensibilità e lo ascolteremo». È chiaro, continua, che «tutti oggi sono esaltati per il nuovo ponte di Genova, ma per noi, familiari delle vittime, ha una valenza del tutto diversa».

La portavoce del Comitato evidenzia come il nuovo viadotto «riunisce due parti della città e ricuce la ferita cittadina, ma non del tutto perché nessuno dimentica quello che è stato, soprattutto noi familiari delle vittime e chi abita lì vicino». Poi, cita «la grande volontà e l’urgenza con cui è stato costruito il nuovo ponte», precisando di essere «preoccupati che dopo oggi, dopo tutto questo “can can” mediatico, tutto quello che interessava finisca». I familiari delle vittime invece continueranno a tenere alta l’attenzione finché «giustizia sarà fatta e eventi come quello accaduto due anni fa a Genova non possano più succedere: allora si, che saremo orgogliosi e potremo pensare che i nostri cari non siano morti invano».

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