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Conte all’Olanda: “Umiliate l’Italia, la storia vi chiederà il conto”

Il durissimo sfogo del premier Conte contro l'Olanda: "Sembra quasi che si voglia torcere il braccio a un Paese e non fargli usare quei soldi". Alle 16 ripartono i negoziati
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Il rispetto della “dignita’” del Paese come “limite da non superare”. Nel suo intervento alla cena dei capi di Stato e di governo, Giuseppe Conte torna a rivolgersi in maniera molto dura ai Paesi ‘frugali’, Olanda, Danimarca, Svezia e Austria, che bloccano la trattativa per il Recovery fund, il pacchetto da 750 miliardi di risorse da destinare alle economie dei Ventisette colpite dal Covid 19. Il presidente del Consiglio si appella al rispetto della dignita’ dell’Italia, che sarebbe ‘calpestata’, a suo giudizio, dalle richieste di approvazione dei piani all’unanimita’, pretesa dai Paesi del Nord Europa. Sono giorni che si continua a trattare al ribasso, “intervenendo a ridurre l’ammontare, a compromettere l’efficacia, a frapporre vari ostacoli operativi” inizia a venire il sospetto che “non si voglia rendere effettivo uno strumento che e’ nell’interesse di tutti che funzioni”, si sfoga il premier, a trattativa ancora in corso.

“Questa negoziazione volta ad abbassare il livello di efficacia della reazione europea non ha senso”, attacca. “I grants sono necessari a una pronta ripresa per rafforzare la resilienza dei Paesi che hanno piu’ difficolta’ nella crescita economica. Il Recovery Plan non puo’ diventare uno strumento per condurre battaglie ideologiche”. “Chi oggi si contrappone alla chiusura di questo negoziato e pensa di acquisire nell’immediato maggiore consenso sul piano interno – ammonisce – deve pero’ pensare che non solo la storia gli chiedera’ il conto, ma che i suoi stessi cittadini, superata la reazione emotiva, si renderanno che quella di stasera e’ stata una valutazione miope, che ha portato a una decisione che ha contribuito ad affossare il mercato unico e la liberta’ di sognare delle nuove generazioni”. Si stanno usando delle “astuzie”, lamenta, per mettere in difficolta’ i Paesi: ma questo non e’ giusto, sembra quasi che si voglia “torcere il braccio a un Paese” e non fargli usare quei soldi, facendo controllare al consiglio ogni singola fase dell’attuazione. Questi ostacoli umiliano la commissione oltre i Paesi, aggiunge.

Il nuovo vertice alle 16

Un’altra nottata di trattative a vuoto a Bruxelles sul Recovery Fund e il bilancio pluriennale della Ue. Una nuova lunghissima notte di bilaterali, riunioni ristrette e mini-summit che non e’ bastata a piegare la resistenza dei frugali (Austria, Danimarca, Svezia e Olanda) piu’ la Finlandia, che anche se con posizioni diverse emerse durante la notte, chiedono di ridurre il volume di fuoco della risposta europea alla crisi economica scatenata dalla pandemia. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha riconvocato la plenaria per oggi pomeriggio alle 16 nel tentativo di andare a oltranza e arrivare all’intesa. Un’intesa che oggi sembra sembra meno lontana. La partita si gioca sulla composizione del Recovery e in particolare sull’entita’ dei sussidi che saranno concessi agli Stati membri: Michel proporra’ la riduzione dei sussidi a 400 miliardi oppure a 390 miliardi rispetto ai 500 iniziali e ai 450 della secondo bozza. “Michel ha detto che proporra’ oggi una soluzione con una riduzione dei sussidi a 400 miliardi e una a 390 miliardi”, ha anticipato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arrivando in hotel dopo la nottata di trattative sul ‘Next generation Ue’.

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