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A Como e a Napoli altri due detenuti si sono tolti la vita

Carcere
Secondo l’osservatorio di Ristretti orizzonti siamo a 26 casi. Il garante locale Ioia: «Poggioreale continua a essere il “mostro di cemento”»
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Nel giro di una settimana c’è stata una considerevole impennata di suicidi in carcere. Su questa stessa pagina de Il Dubbio abbiamo parlato del suicidio di Giuseppe Pettrone nel carcere fiorentino di Sollicciano, avvenuto giovedì scorso, un collaboratore di giustizia che in realtà, da tempo, aveva finito già di scontare la pena.

Durante la notte dell’altro ieri, invece, al carcere di Como si è suicidato un detenuto di 33 anni di origine tunisina del Bassone. Un uomo che pare non avesse mai dato segnali di criticità in questi ultimi tempi, tali da dover essere attenzionato con maggiore scrupolo dalla Polizia penitenziaria. Gli stessi compagni di cella non hanno sospettato nulla, non si sono svegliati quando l’uomo è andato in bagno e si è tolto la vita.

Lo stesso giorno un altro suicidio. Questa volta avvenuto al carcere napoletano di Poggioreale. Si chiamava Antonio Uccello, 39 anni e gli mancavano due anni per finire di scontare la pena in carcere. Una tragedia annunciata secondo quanto riferisce il garante dei detenuti locale Pietro Ioia. Il detenuto, che stava scontando una condanna per maltrattamenti in famiglia, qualche tempo fa aveva già tentato l’estremo gesto, ma in quel caso era stato salvato dal provvidenziale intervento degli agenti della polizia penitenziaria. Da quel momento Uccello è rimasto sotto osservazione. Le precauzioni del caso non sono però bastate a salvargli la vita una seconda volta.

Il 39enne originario del rione Sanità tra poco meno di due anni avrebbe potuto chiedere l’affidamento in prova. Appresa la drammatica notizia, il garante comunale dei detenuti Pietro Ioia ha subito lanciato un appello: «Molte di queste persone possono essere salvate. È però necessario che parenti e detenuti ci segnalino tempestivamente tutti i casi a rischio, in modo tale che noi possiamo seguirli. Se necessario andremo a Poggioreale un giorno sì e uno, ma aiutateci a scongiurare altre tragedie come questa». Ioia non fa però mistero della sua storica convinzione: «Nonostante i passi in avanti fatti in questi anni, Poggioreale continua a essere il ‘ mostro di cemento’. Speravo che almeno per quest’estate non si registrasse alcun suicidio e invece mi sono già dovuto ricredere».

Considerazioni amare anche da parte di Samuele Ciambriello, garante regionale dei detenuti, che la mattina dell’altro ieri, nell’istituto di pena partenopeo, ha preso parte alle celebrazioni per la ricorrenza di San Basilide, patrono degli agenti di polizia penitenziaria: «Durante la Santa Messa – ha detto Ciambriello – abbiamo pregato per Antonio, detenuto trentanovenne, che si è suicidato questa notte nella sua cella, occupata con altre sei persone, al terzo piano del padiglione ‘ Roma’».

Siamo così giunti, secondo quanto riporta l’osservatorio carceri di Ristretti Orizzonti, a un totale di 26 suicidi. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, sono molti di più. Non a caso il garante nazionale Mauro Palma, durante la sua presentazione della relazione al parlamento, ha osservato che «la questione dei suicidi induce a una riflessione su come possa essere

 

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