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Cantone nominato procuratore di Perugia, Di Matteo guida l’opposizione

L'ex presidente dell'Anac prenderà in mano il fascicolo sul caso Palamara. Di Matteo: "Ritengo che non sia opportuno che Cantone vada a dirigere proprio quella procura che e' competente su ipotesi di reato commesse dai colleghi che lavorano negli uffici di Roma e che possono investire procedimenti che a vario titolo riguardano i rapporti tra magistrati e politici vicini o appartenenti alla stessa compagine politica decisiva per la nomina all'Anac".
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Raffaele Cantone è il nuovo procuratore di Perugia. Lo ha nominato il plenum del Consiglio superiore della magistratura, che però si è diviso. Cantone , ex presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, tornato in ruolo all’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione, ha avuto 12 voti, prevalendo sull’altro candidato proposto dalla commissione, il procuratore aggiunto di Salerno Luca Masini, che ha ne ha avuto 8. Quattro sono state le astensioni. Cantone prende il posto lasciato da Luigi De Ficchy, in pensione da giugno dello scorso anno, alla guida dell’ufficio che ha competenza sulle inchieste a carico dei magistrati romani e che indaga sul caso Palamara.

Duro l’intervento del consigliere togato del Csm Nino Di Matteo che ha provato a impedire la nomina di Cantone: “Ritengo che non sia opportuno che Cantone vada a dirigere proprio quella procura che e’ competente su ipotesi di reato commesse dai colleghi che lavorano negli uffici di Roma e che possono investire procedimenti che a vario titolo riguardano i rapporti tra magistrati e politici vicini o appartenenti alla stessa compagine politica decisiva per la nomina all’Anac”. L’ufficio giudiziario umbro e’, come rilevato da Di Matteo, quello competente su eventuali inchieste riguardanti magistrati del distretto di Roma, e, quindi, e’ titolare dell’indagine sul caso Palamara.

Di Matteo, pur manifestando la sua stima nei confronti di entrambi i candidati, non ha negato che Cantone all’Anac “abbia perfezionato la propria professionalita’ in materia di contrasto alla corruzione, se non altro attraverso i rapporti con le procure”, ma il punto e’, ha sottolineato, che “noi abbiamo il dovere di decidere in funzione dell’esigenza di garantire nei confronti dei cittadini l’apparenza di imparzialita’: avrei sostenuto – ha aggiunto – la candidatura del dottor Cantone a una procura diversa, ma non a Perugia: l’incarico all’Anac ha una fortissima connotazione politica, una connotazione che si e’ perfino accentuata, almeno quanto alla sua apparenza, quando per piu’ volte il dott Cantone e’ stato indicato come possibile premier della nuova compagine governativa”. Inoltre, Di Matteo ha insistito nel ricordare che il Testo unico sulla dirigenza giudiziaria esige una “prudenziale” valutazione degli incarichi fuori ruolo “in modo che mai possa ingenerarsi nell’opinione pubblica il sospetto di mancanza di imparzialita’”. Per queste ragioni, ha concluso il togato indipendente, “ritengo preferibile che venga nominato un procuratore diverso, quale il procuratore Masini che ha sempre saputo coltivare il valore della indipendenza”.

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