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Travaglio e Davigo “bocciano” Cantone: “Non ha i titolo per la procura di Perugia”

Domani la nomina della procura di Perugia. Una poltrona strategica nel panorama giudiziario in quanto competente per i reati commessi dalle toghe della Capitale. Chi verrà nominato troverà subito un fascicolo rovente: quello a carico dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara
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Raffaele Cantone  “bocciato” dal Fatto Quotidiano.La scorsa settimana era stato Mario Serio, ordinario di diritto privato all’Università di Palermo ed ex componente del Csm; ieri è toccato ad  Antonio Esposito, ex presidente di sezione in Cassazione,  noto alle cronache per essere stato il presidente del collegio che confermò nel 2013 la condanna per frode fiscale a Silvio Berlusconi, stroncare con un editoriale la corsa dello zar anticorruzione verso la Procura di Perugia.
Cantone, in estrema sintesi, e a dar retta al giornale di Marco Travaglio, non avrebbe i titoli per aspirare a questo incarico. Ha passato troppo tempo lontano dalle aule dei tribunali.  Se il Csm vuole effettivamente cambiare rotta, affermano i due,  Cantone non può diventare procuratore di Perugia.
Gli interventi di Serio ed Esposito sul Fatto, seguono il  duro attacco di Piercamillo Davigo e dei togati di Autonomia&indipendenza, la corrente della magistratura fondata dall’ex pm di Mani pulite, Sebastiano Ardita, Giuseppe Marra, Ilaria Pepe, nei confronti del magistrato voluto da Matteo Renzi a capo dell’Anac. Ad aprile la Commissione per gli incarichi direttivi del Csm aveva proposto Cantone al Plenum con tre voti (quello del togato Mario Suriano di Area, la corrente di Cantone, e dei laici Alberto Maria Benedetti (M5S) e Michele Cerabona (FI).
Due voti a favore dello sfidante, il procuratore aggiunto di Salerno, Luca Masini (quello di Davigo e della togata di Magistratura indipendente Loredana Miccichè. Astenuto il togato Marco Mancinetti di Unicost.“Masini, dopo aver svolto tutta la sua carriera in diversi uffici requirenti, svolge da quasi cinque  anni l’incarico  aggiunto a Salerno. Inoltre  è stato per un lungo periodo anche facente funzioni della Procura di Salerno, che ha gestito in una fase notoriamente caratterizzata da indagini molto complesse”, aveva sottolineato Davigo.“Cantone – aggiunse  – dopo aver svolto il ruolo di sostituto procuratore a Napoli fino all’ottobre 2007, è stato destinato all’Ufficio del massimario e dal 2014 ad ottobre 2019 è stato nominato n. 1 dell’Anac”.Per nominare Cantone procuratore di Perugia bisognerebbe allora non tener conto dei criteri previsti per la dirigenza che puntano a valorizzare “esperienze maturate nel lavoro giudiziario”.
Se il Csm vuole riacquistare la credibilità serve “coerenza delle scelte”, puntualizzò Davigo, evitando “soluzioni di continuità” tra gli incarichi fuori ruolo ed il conferimento di incarichi direttivi e semidirettivi. La Procura di Perugia, va ricordato, è strategica nel panorama giudiziario in quanto competente per i reati commessi dalle toghe della Capitale. Chi verrà nominato domani troverà subito un fascicolo rovente: quello a carico dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, indagato per corruzione e coinvolto nello scandalo delle nomine al Csm.

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