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«A villa Pamphilj soltanto una passerella per il premier»

Intervista a Mara Carfagna (Fi): "Cosa penso sulle indagini sulle zone rosse? Personalmente sono garantista e credo che si debba distinguere tra indagini e sentenze e sarebbe meglio che la politica evitasse ogni tipo di tifo”
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«Gli Stati generali non siano un’occasione di confronto per elaborare un progetto di rilancio per il Paese, ma una di quelle passerelle mediatiche a cui Conte ci ha abituato in questi mesi». La vice presidente della Camera, Mara Carfagna, spiega perché Forza Italia e il centrodestra abbiano deciso di disertare l’appuntamento indetto dal presidente del Consiglio.

Che tipo di confronto chiedete al governo?

In Parlamento abbiamo sostenuto la richiesta del governo per enormi scostamenti di bilancio, due “manovre” per 25 e 55 miliardi, l’ultima delle quali sostiene il decreto Rilancio. Ecco, vorremmo un confronto sui provvedimenti che saranno finanziati con quei soldi: non è corretto invitarci all’unità quando si deve deliberare una spesa e ignorare le nostre richieste quando si decide come usarla.

E da dove comincereste?

Dalla riforma fiscale, abbattendo le tasse e tagliando gli sprechi, per proseguire con quelle della Sanità ( più medici e maggiori presidi territoriali), della giustizia civile e penale, della Pubblica amministrazione, della scuola e dell’università. E infine un grande piano per ammodernare le infrastrutture nel nostro Paese. Questo è ciò che serve all’Italia secondo noi. Ma pensiamo che le opposizioni avrebbero dovuto essere convocate nella sede istituzionale per eccellenza, Palazzo Chigi, senza imbastire appuntamenti scenografici in un momento in cui il Paese è ancora con il fiato sospeso.

Cosa cambia da Villa Doria Pamphilj a Palazzo Chigi?

Villa Pamphilj è una sede di rappresentanza. Palazzo Chigi la sede operativa del governo. Nelle sedi di rappresentanza si tengono eventi celebrativi, e infatti questi Stati Generali si presentano come una messinscena di dieci giorni che rischia di produrre solo un libro bianco di buone intenzioni, non utile ad affrontare con determinazione, tempestività ed efficacia la grave emergenza economica e sociale del Paese.

Per affrontare l’emergenza bisogna anche avere una visione comune sugli aiuti europei. E sul Mes, ad esempio, nel centrodestra si parlano almeno due lingue diverse.

Non è un mistero. Noi pensiamo che questo Mes sia utile perché da quel che sappiamo è una linea di credito senza condizioni, con tassi vicini allo zero, e mette a disposizione 37 miliardi di euro per spese sanitarie dirette e indirette. È un enorme tesoretto, disponibile da subito, che servirebbe a costruire nuovi ospedali, potenziare quelli esistenti, assumere medici e infermieri, magari creare reparti specializzati all’interno delle Rsa e delle carceri e migliorare il trattamento economico del personale sanitario. Sono soldi di cui il Paese ha bisogno e dire no per questioni pregiudiziali e ideologiche significa far perdere un’opportunità all’Italia.

Dividersi sul Mes non è un dettaglio. Il centrodestra ha ancora una visione comune?

Sull’idea di sviluppo, sulla necessità di sostenere le imprese, sul bisogno di dire tanti sì e non tanti no siamo assolutamente d’accordo. Dunque sono tante le posizioni comuni che uniscono il centrodestra. È vero, il Mes non è un dettaglio, ma siamo consapevoli delle nostre differenze. Per quel che ci riguarda, abbiamo invitato il governo a utilizzare al meglio tutti i fondi europei messi a disposizione. Noi rappresentiamo l’ala liberale, moderata e riformista della coalizione.

Oggi i pm di Bergamo ascolteranno il premier come teste sulla mancata istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo. Salvini esulta come se fosse una rivincita su Conte. Lei cosa ne pensa?

Personalmente sono garantista e credo che si debba distinguere tra indagini e sentenze. Le denunce dei famigliari dei malati devono senza dubbio essere prese in considerazione e si deve rispondere alla loro richiesta di chiarezza. Ma in una circostanza così drammatica sarebbe meglio che la politica evitasse ogni tipo di “tifo”.

La Lega esulta per rispondere alle accuse rivolte a Fontana da alcuni esponenti della maggioranza?

È un atteggiamento figlio di un antico vizio che ha inquinato e destabilizzato la vita politica e istituzionale del nostro Paese: l’utilizzo a fini politici delle inchieste giudiziarie. Fintanto che non ci libereremo di questo fardello ri- schieremo sempre di compromettere la stabilità delle istituzioni e la credibilità della politica. Questo è un vizio che sconfina nella barbarie. È giusto che gli inquirenti indaghino a 360 gradi, ma continuare a usare le inchieste per altri fini è sempre un gravissimo errore.

È possibile immaginare un Conte 3 allargando la maggioranza?

Già il Conte 1 ha condannato il nostro Paese al crollo del Pil e dell’occupazione, il Conte 2 non si sta dimostrando all’altezza della sfida che abbiamo davanti e credo che soltanto immaginare un Conte 3 equivalga a una minaccia per il Paese.

La legislatura potrebbe arrivare a scadenza naturale con un altro premier?

Siamo nel campo della fantapolitica e sinceramente non amo confrontarmi con scenari di questo tipo. L’unica ansia che dobbiamo avere non riguarda le alchimie politiche- parlamentari ma le soluzioni da fornire alle angosce dei cittadini.

 

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