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Spataro, bordate a Di Matteo e Gratteri: “Infamante parlare di trattativa. E ai pm chiedo sobrietà”

L'ex procuratore di Torino contro i magistrati che si presentano come degli eroi, quelli che vogliono il bene della verità, mentre chi critica non lo vuole
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”Di Matteo? Che un magistrato possa in televisione esprimere la sua opinione ci sta, ma che possa farlo lasciando aperte interpretazioni equivoche, francamente…questa è una delle caratteristiche che io giudico veramente inaccettabili”. Lo ha detto il magistrato Armando Spataro, ospite insieme a Giovanni Chinnici del programma ‘Soul-Testimoni’ in onda su Tv2000, stasera alle 20.50, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, commentando la vicenda della nomina al Dap che ha coinvolto l’ex pm e membro del Csm Nino Di Matteo e il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Spataro, che è stato procuratore della Repubblica a Torino, procuratore della Repubblica aggiunto a Milano, e a lungo si è occupato di lotta al terrorismo, commentando la vicenda della scarcerazioni dei boss dal 41-bis ha sottolineato che usare il termine ”trattativa” è ”addirittura infamante dirlo perché pensare che quello che avviene adesso sia frutto di una trattativa…già in Italia usare il termine ‘trattativa’, se qualcuno lo fa con prudenza o in maniera critica passa per colui che non vuole la verità etc., ma in questo caso specifico trovo semplicemente assurdo pensare che i poteri criminali abbiano influenzato i provvedimenti giudiziari”.

Sulle rivolte nelle carceri per il diffuso terrore della pandemia agli inizi di maggio ”non credo affatto a disegni, a retropensieri, a complotti – ha affermato ancora Spataro – Questa è una tendenza che in Italia è molto diffusa, basti pensare a quello che si dice ancora sul caso Moro. Io credo che sia un fenomeno certamente non originato da un piano a tavolino”.

Spataro ha poi rivelato la propria contrarietà verso quei magistrati che si presentano come eroi: ”Personalmente non apprezzo le conferenze stampa con le forze dell’ordine schierate alle spalle, magari sul tavolo i mitra e la droga sequestrata. Non apprezzo che ci si presenti al paese come gli eroi, quelli che vogliono il bene della verità, mentre chi critica non lo vuole. Un altro procuratore di Catanzaro molto conosciuto, Gratteri, fece delle dichiarazioni affermando che si lamentava del fatto che la stampa non gli avesse dato il necessario spazio su un’importante operazione antimafia, la più importante dopo quella palermitana di Falcone. A me pare che queste modalità non siano accettabili, occorre sobrietà. Dopo di che, la notizia va data ed è criticabile tutto, però occorre moderazione, sobrietà soprattutto”. Il magistrato ha infine ribadito a Tv2000 che ”il diritto all’elettorato passivo non possa essere negato a nessuno, neppure ai magistrati. Quello che è importante però è che una volta fatta l’esperienza politica non si debba ritornare a fare il magistrato”.

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