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Carceri, dal 18 maggio parte la Fase due

Le direzioni decideranno le modalità dei colloqui in presenza. Il Dap consiglia, in modo orientativo, due incontri mensili con una persona. Resta salva la possibilità delle videochiamate
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Si avviano alla Fase due anche le carceri italiane, partendo da una graduale ripresa dei colloqui visivi tra detenuti e familiari. Dal 18 maggio, con diverse misure di sicurezza onde evitare il contagio, le Direzioni di ogni carcere potranno decidere quante volte permettere i colloqui in presenza. Potranno limitare sino a uno il numero dei colloqui mensili consentiti e sempre sino ad uno il numero delle persone ammesse al colloquio. Sul punto, nell’ottica della tendenziale uniformità, in questa prima fase in cui si impone la massima prudenza, il Dap ritiene opportuno fornire, sia pure in modo orientativo, l’indicazione di due colloqui mensili ed una persona a colloquio. Resta salva la possibilità per il detenuto di chiedere di fruire di tutti i colloqui in ‘ modalità a distanza’ tramite gli strumenti telematici come skype.

Conseguentemente, d’intesa con l’Autorità sanitaria, si provvederà a munire i locali colloqui con ‘ mezzi divisori” adottati in relazione alle caratteristiche della singola sala.

I mezzi divisori dovranno avere una altezza tale da coprire il viso delle persone a colloquio e non permettere contatti fisici interpersonali. Nel distanziare le sedute si terrà anche conto della necessità di evitare il possibile passaggio di oggetti. Il numero dei colloqui effettuabili contemporaneamente nella sala sarà individuato rispetto alle specificità di ogni istituto ed alla imprescindibile esigenza di massimizzare la prevenzione dal rischio di contagio. Tra i diversi ‘ gruppi’ di persone a colloquio dovrà comunque essere assicurata la distanza minima di due metri. Ove possibile dovrà essere attuata un’organizzazione dei colloqui ( per piani, per sezioni…) che permetta di ‘ confinare’ un eventuale contagio. Nel consentire l’accesso dei familiari ai colloqui dovrà tenersi conto della necessità che i predetti mantengano continuativamente la distanza di sicurezza. Particolare prudenza dovrà essere adottata nell’ammettere l’ingresso di minori degli anni quattordici.

Gli istituti che ne sono dotati, sempre d’intesa con l’Autorità sanitaria, potranno prevedere lo svolgimento dei colloqui nelle cosiddette ‘ aree verdi’, ove esse, adeguatamente organizzate, consentano lo stesso livello di prevenzione del pericolo di contagio.

Tra un turno di colloqui e l’altro si procederà, sempre secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria, sia a “disinfezione” sia ad “aereazione” tanto della zona colloqui, con particolare attenzione alle superfici che vengono frequentemente toccate e ai ‘ divisori’, quanto di quella di attesa. Altrettanto dicasi per gli arredi delle ‘ aree verdi’.

Si eviterà l’incontro tra persone “in entrata” e “in uscita” e si individueranno percorsi tali da evitare l’incontro con coloro che svolgono altre attività nell’istituto; percorsi la cui disinfezione/sanificazione sarà posta in essere secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria. Si eviterà la condivisione di superfici che possano essere toccate sia dai visitatori sia dalle persone detenute. Sia i detenuti che i familiari ovviamente dovranno essere dotati di mascherine.

 

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